“Canto del vuoto cavo” di Francesca Innocenzi – Recensione


“Canto del vuoto cavo” (Transeuropa) di Francesca Innocenzi è una raccolta di 60 componimenti brevi che seguono la metrica dello haiku e delle sue varianti.

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Canto del vuoto cavo (Transeuropa) di Francesca Innocenzi

Ho avuto il piacere di perdermi nei versi della Innocenzi qualche mese fa, dietro consiglio di un’amica.  Si tratta di una raccolta di componimenti che arrivano dritti al cuore. Nessun fronzolo, nessuno orpello. Ciascun componimento è una pennellata appena con la quale la Innocenzi riesce a regalare un’immagine, a suscitare un’emozione.

Ciò che alleggia in tutta l’opera è una certa musicalità, un’armonia, un equilibrio. Uno stile elegante e ricercato, una scrittura che si serve spesso di citazioni latine e greche, oltre che di vocaboli di lingue straniere. Codici diversi per esprimere quella che in fondo è l’universalità di emozioni e di sentimenti che accomuna il genere umano.

avere il cuore
doppio è una condanna
in questa parte
di universo.
qui la bilancia stringe,
dosa l’amore.

In alcuni casi si può parlare addirittura di micro-racconti o di affreschi tanto è nitida l’immagine che si insinua nella mente del lettore.

La pioggia sfiora
casseforti di case
cruda, a spiare
parole andate
una Olivetti accanto
al davanzale

La chiave di lettura dell’intera raccolta è sicuramente “il vuoto” così come suggeriscono anche la copertina del libro estremamente minimal ed il titolo stesso della silloge – un titolo che basta pronunciarlo per “udire” una sorta di eco, di rimbombo, di suono cupo e metallico nel vuoto.

Un “vuoto” inteso nel senso più nobile del termine – non come assenza, perdita o mancanza, ma come migliore punto d’osservazione, come spazio fertile, come occasione di rinascita.

L’autrice

Francesca Innocenzi è nata a Jesi (Ancona). È laureata in lettere classiche e dottore di ricerca in poesia e cultura greca e latina di età tardoantica. Attualmente insegna nella scuola secondaria di secondo grado. Ha pubblicato la raccolta di prose liriche Il viaggio dello scorpione (2005); la raccolta di racconti Un applauso per l’attore (2007); le sillogi poetiche Giocosamente il nulla (2007), Cerimonia del commiato (2012), Non chiedere parola (2019), Canto del vuoto cavo (2021); il saggio Il daimon in Giamblico e la demonologia greco-romana (2011); il romanzo Sole di stagione (2018).

Ha diretto collane di poesia e curato alcune pubblicazioni antologiche, tra cui Versi dal silenzio. La poesia dei Rom (2007); L’identità sommersa. Antologia di poeti Rom (2010); Il rifugio dell’aria. Poeti delle Marche (2010).

È redattrice del trimestrale di poesia «Il Mangiaparole» e collabora con il sito letterario Poesiadelnostrotempo. Ha ideato e dirige il Premio letterario Paesaggio interiore.

 

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