Capaccio Paestum, sequestrato il resort “Giglio di Mare”: i dettagli


Sequestrato il resort “Giglio di Mare” a Capaccio Paestum

Il resort “Giglio di Mare” situato a Capaccio Paestum, in provincia di Salerno, è stato oggetto di sequestro preventivo da parte delle autorità giudiziarie a seguito di una serie di irregolarità rilevate nelle sue operazioni di costruzione e ampliamento.L’operazione, raccontata anche da Il Mattino,  ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di dieci persone, tra cui il proprietario della struttura, quattro tecnici comunali, due funzionari della Regione Campania, un tecnico progettista, un agronomo e il titolare di un’impresa forestale.

Le accuse mosse includono lottizzazione abusiva di terreni demaniali in area sottoposta a vincolo paesaggistico, falsità ideologica, abuso d’ufficio, abuso edilizio, esecuzione di opere su beni paesaggistici in assenza di autorizzazione e invasione di terreni demaniali e distruzione o deturpamento di bellezze naturali e di habitat all’interno di un sito protetto​​​​.Le indagini hanno rivelato che per realizzare il resort e il relativo parcheggio, sono stati disboscati circa 1.500 pini in un’area di 18.000 metri quadrati.

Questo atto di disboscamento, realizzato tra marzo e aprile 2019, ha violato le normative ambientali e paesaggistiche, dato che l’area è sottoposta a vincoli specifici.Il procedimento ha evidenziato anche l’emissione di provvedimenti amministrativi illegittimi, inclusa una concessione edilizia in sanatoria e un permesso a costruire per lavori di ampliamento, che hanno contribuito all’illecita lottizzazione di un’area protetta​​.

La struttura, dotata di una quarantina di mini appartamenti capaci di ospitare 140-150 persone, oltre a lido balneare e ristorante, è stata realizzata anche attraverso l’ampliamento della strada di accesso e la creazione di un parcheggio, azioni che hanno ulteriormente aggravato la situazione.Durante le operazioni di sequestro, sono stati inoltre scoperti ulteriori sei mini appartamenti, non previsti nei piani originali approvati​​.

Questo caso mette in luce le complesse sfide legate alla tutela del patrimonio naturale e paesaggistico in Italia, evidenziando la necessità di una maggiore vigilanza e di procedure più stringenti per la concessione di permessi edilizi in aree di particolare valore ambientale.

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