Simone Sinagra, un nome legato indissolubilmente a due piazze calcistiche che gli sono rimaste nel cuore: Castellammare di Stabia e Genova. Un percorso professionale che lo ha visto indossare con orgoglio le maglie della Juve Stabia e della Sampdoria, due realtà che rappresentano per lui non solo tappe della sua carriera, ma veri e propri legami affettivi. In questa intervista ripercorriamo i momenti salienti delle sue esperienze con queste due squadre, scoprendo aneddoti, emozioni e il profondo significato che rivestono ancora oggi nella sua vita. “Juve Stabia e Sampdoria sono le squadre a cui tengo maggiormente.”

Juve Stabia – Sampdoria che partita sarà?
La partita si preannuncia molto combattuta. La Juve Stabia sta disputando un ottimo campionato e, tra le mura amiche, si conferma un avversario ostico. La Sampdoria, pur avendo beneficiato di una ventata di positività con il cambio di gestione, si trova ancora in una posizione di classifica insolita e delicata.Nonostante ciò, vedo la Juve Stabia leggermente favorita.
Che cosa ha significato per te indossare la maglia delle vespe?
Indossare la maglia della Juve Stabia è stata un’esperienza molto formativa. Avevo diciannove anni e venivo dalla Primavera della Sampdoria. È stata la mia prima esperienza nel calcio professionistico, in una piazza calda che mi ha dato la possibilità di crescere sia dal punto di vista umano che sportivo. Ho tanti ricordi positivi.

Invece un tuo pensiero sul tuo vissuto alla Sampdoria?
Con la Sampdoria ho fatto prima il settore giovanile, poi il prestito alla Juve Stabia, un ritorno in prima squadra, un’avventura alla Reggiana e poi all’Alessandria, per poi ritornare a vestire questa maglia in Serie B. La Samp è la mia squadra del cuore e indossare questa maglia è stato il mio sogno da bambino.
Che cosa ti ha lasciato la tua avventura a Castellammare Di Stabia?
Mi sono rimasti dentro il calore e la passione del pubblico. Quando giocavo io, lo stadio era sempre pieno e i tifosi venivano in massa anche in trasferta. Peccato per la finale persa. Ho un bellissimo ricordo del Presidente Roberto Fiore, ma anche dei miei compagni di squadra come Gianni Di Meglio, Gaetano Fontana e Roberto Amodio.

Un allenatore che ha inciso sulla tua carriera da calciatore?
Penso a Mister Cichero, che quando ero ragazzino mi ha aiutato molto a crescere, mentre da un punto di vista tecnico posso dirti Donadoni.
Un calciatore forte da avversario che hai affrontato e quello più forte come compagno di squadra?
Come avversari, Di Natale e Toni. Toni lo abbiamo affrontato a Castellammare quando giocava con la Lodigiani. Era giovane, ma si vedeva che era già forte e molto difficile da marcare. Come compagni di spogliatoio posso dirti Buffon e Barone ai tempi del settore giovanile, quando ero a Parma prima di arrivare alla Samp. Come prima squadra, sicuramente Flachi quando giocavo con la Sampdoria.
Si ringrazia Simone Sinagra per il tempo concesso per questa intervista e per la gentile concessione delle fotografie


