Rita De Crescenzo in politica, sembra uno di quei titoli inventati per farci sorridere tra un caffè e l’altro, e invece è tutto vero. Non è Lercio. Non è satira. È cronaca. Rita De Crescenzo, tiktoker e influencer napoletana da oltre 1,8 milioni di follower, ha dichiarato a La Stampa l’intenzione di candidarsi alle prossime elezioni. E non da sola. Accanto a lei ci sarebbe Maria Rosaria Boccia, imprenditrice pompeiana salita alle cronache per le note vicende che hanno costretto il ministro Gennaro Sangiuliano a dare le dimissioni, con la quale la tiktoker già conduce un podcast.
“Fonderò un partito con Maria Rosaria Boccia e rimetteremo il reddito di cittadinanza”, ha detto De Crescenzo con la stessa sicurezza con cui lancia le sue dirette su TikTok.
Che si tratti di una boutade o di una reale ambizione politica, la questione ha già fatto il giro di (quasi) tutte le testate nazionali. E no, non è uno scherzo. La De Crescenzo, che ammette candidamente di non sapere nulla di politica, si dice pronta a studiare.
Il programma? Poche righe, ma chiarissime: Reintroduzione immediata del reddito di cittadinanza e risanamento degli ospedali “tutti scassati”.
Rita De Crescenzo: “Ci sono dei politici che hanno fatto peggio di me”
“Ho letto delle liste di signori che di precedenti ne hanno più di me, eppure la politica la fanno. In passato mi sono fatta del male con le mie mani, ma l’ho fatto solo a me. Non sono una camorrista, né una delinquente, e non ho mai spacciato. Ci sono dei politici che hanno fatto peggio di me”.
Il vero punto non è giudicare Rita De Crescenzo come persona: la sua capacità di costruire un personaggio seguito da milioni di followers è indiscutibile. Il problema è il cortocircuito tra popolarità e politica, tra visualizzazioni e rappresentanza democratica – come se un seguito su TikTok bastasse per legittimare un partito.
Non c’è più tanto da ridere
Che la politica italiana attraversi una fase difficile è noto, ma l’idea che figure nate nel contesto dell’intrattenimento digitale – prive di formazione, visione e storia politica – possano fondare movimenti e ambire al potere legislativo, è il sintomo di qualcosa di più profondo: una crisi di credibilità sistemica.
Quando la satira diventa realtà, non c’è più tanto da ridere. C’è, invece, da interrogarsi, perché il rischio non è solo il grottesco; il rischio è che il grottesco diventi, un giorno, governo.


