Con Viaggio e Mangio, siamo stati a Palazzo Cappuccini, nel cuore di Napoli, dove si è tenuta una degustazione con l’azienda laziale Casale del Giglio che ha presentato alcuni dei suoi vini di punta – dal freschissimo Viognier al sapido Radix, fino al blasonato Mater Matuta – in un aperitivo‑pranzo davvero originale.
A rendere ancor più iconica l’esperienza è stata la preparazione dal vivo dei Cappelletti di Ferrara: un “ponte” gastronomico tra l’Agro Pontino e la tradizione emiliana, figlio dell’ondata migratoria che, negli anni ’30, rese Latina (ex Littoria) una città di neanche cent’anni ma ricchissima di contaminazioni culinarie.
I Cappelletti di Ferrara, dalla Pianura Padana all’Agro Pontino
Durante l’aperitivo, è apparsa la signora “Sfoglina”, all’anagrafe Fiorella Guerzi che – con grande maestrìa anche un pò emozionata per l’occasione – ha steso a mano, come anticipato, la sfoglia e farcito i Cappelletti di Ferrara con ripieno tradizionale di carne e Parmigiano Reggiano. Il formato è oggi un piatto identitario dell’area pontina. La dimostrazione dal vivo ha mostrato la chiusura “a cappello di prete”.
Nella dimora storica di Palazzo Cappuccini, a due passi dal lungomare di Napoli, con saloni alti, soffitti affrescati e un cortile interno che profuma di agrumi, ho assaggiato il Viognier Casale del Giglio, vino che apre con fiori bianchi e melone giallo per poi virare su toni lievemente esotici, e a seguire il Radix 2020, che si è presentato al naso floreale con una nitida nota fumé; al palato fresco, salato e sorprendentemente persistente.
La giornata è continuata a tavola con vari momenti in cui Laura Gambacorta, giornalista, insieme a Tommaso Luongo, delegato AIS Campania, Antonio Santarelli, patron di Casale del Giglio, e Maria Corsetti, giornalista, hanno presentato il progetto dell’azienda laziale, i vini, il territorio di Latina e lo staff in cucina e in sala.
Latina, una città giovane e il progetto Casale del Giglio
Fondata nel 1932 durante le bonifiche dell’Agro Pontino, Latina è una delle città più giovani d’Italia. Le grandi opere idrauliche attirarono manodopera dal Nord‑Est, portando con sé tradizioni culinarie come i cappelletti ferraresi. Negli anni ’90 l’imprenditore Antonio Santarelli avviò qui il progetto Casale del Giglio: un vero laboratorio di ricerca che conta oggi oltre 170 ettari vitati e 14 vini premiati “Star Wines” a Vinitaly 2025. Tra i vitigni sperimentati spiccano Bellone, Syrah, Petit Verdot e varietà internazionali come Viognier.
La degustazione di Casale del Giglio
La degustazione è stata organizzata pensando di abbinare ad ogni portata 2 vini, creando un gioco tra abbinamenti.
A tavola con i protagonisti del giorno: Cappelletti di Ferrara
Anthium Bellone 2024
Cristallino, luminoso, naso frutta, frutta tropicale, agrumi dolci, ananas, fiori, fiori bianchi, salivazione abbondante, grande freschezza, grande naturalezza, lascia bocca salata, vino ben definito. Bevuto in abbinamento sui Cappelletti di Ferrara, l’acidità rinfresca il ripieno ricco, la sapidità esalta il Parmigiano.
Radix Bellone 2020
Battonage sulle fecci, anfora, e bottiglia
Olfatto sobrio, delicato, step by step, olfatto mineralita, aromatiche, menta, zenzero, naso piccante, vino da far riposare, gusto, ha fibra, si allarga in bocca. Ideale con cappelletti, nota balsamica. Sul Cappelletto di Ferrara si esalta la nota balsamica (menta, zenzero) che dialoga con noce moscata e brodo.
E’ il turno del bollito di carne di manzo e gallina (a cura di Sabaudia Nostrana di Gianluca Mastracci).
Matidia 2023 Cesanese Lazio IGT
Colore giovane, violaceo, fitto, grande texture, naso, fruttato, frutta appena colta, frutta nera, mirtilli, bocca che conferma, vellutato, fresco, tannino fine, armonico. Bevuto in abbinamento su bollito di manzo e gallina, il tannino fine e frutto fresco alleggeriscono la succulenza della carne.
Mater Matuta 2019 Lazio IGT (Syrah & Petit Verdot)
Rosso profondo; aromi di caffè, viole, ciliegia nera e spezie dolci. Bocca di spessore, densa ma elegante, tannino setoso e lungo finale balsamico. Perfetto sul bollito di manzo, in particolare, e gallina, la struttura e speziatura nobile si intrecciano con la dolcezza della mostarda.
A tal proposito segnalo che per la prima volta ho apprezzato la mostarda “fatta in casa”, che in abbinamento con il bollito di manzo ha regalato un abbinamento gustativo di grande spessore e veramente gustoso. Da provare assolutamente.
In generale, il bollito di manzo era tenero e succoso, una belissima esperienza di sapori. Abbinamento con Mater Matuta perfetto, armonico, un pò meno, per chi scrive, con il Cesanese che era più giovane, mentre è risultato interessante l’abbinamento dello stesso con il Radix 2020 “avanzato” dai Cappelletti di Ferrara.
Aphrodisium 2022 (Fiano, Greco, Viognier e Petit Manseng vendemmia tardiva)
Dessert wine dorato, vendemmia tardiva, con la brezza marina che aiuta la disidratazione e il sale invece aiuta appassimento, al naso ginestra, camomilla, confettura di fichi, albicocca vesuviana ricca e zuccherina, dattero, un vino che guarda il magreb, un bel fiore, appassimento. Bevuto sulla Brisolona è stato un ottimo abbinamento, con dolcezza bilanciata data da acidità e sale marino, chiusura elegante.
Casale del Giglio è una gita da organizzare
Dalla giovanissima Latina al salone affrescato di Palazzo Cappuccini, i vini di Casale del Giglio hanno dimostrato che ricerca, terroir e tradizione possono dialogare in modo sorprendente con piatti “importati” come i Cappelletti di Ferrara.
Se intriga l’idea di un Viognier mediterraneo, di un Bellone affinato in anfora o la degustazione di un bekl Mater Matuta, allora va pianificata una visita in cantina.


