Ayrton Senna, il pilota destinato a restare per sempre nella leggenda della Formula 1. Trentuno anni fa ci lasciava il pilota per eccellenza che fece innamorare le generazioni passate e future di questo sport.
1 Maggio 1994 una gara che, dopo i tragici eventi dei giorni precedenti; dall’incidente del venerdì di Barrichello e la morte di Roland Ratzenberger il sabato, Ayrton era molto scosso, oltre al fatto che ci furono tutti i segnali premonitori che lasciavano intendere ai più lungimiranti, che quella gara doveva essere fermata. La partenza, anch’essa protagonista di un incidente, fu l’ultimo presagio. All’epoca però, rispetto ai tempi moderni, si correva a discapito di ogni circostanza. Destino e incoscienza degli organizzatori oltre ai problemi della vettura che fu causa dell’incidente, fecero sì che quella gara segnasse il destino di Senna, la sua morte ma contemporaneamente anche la sua immortalità.
“Il mio nome è Ayrton, e faccio il pilota
E corro veloce per la mia stradaAnche se non è più la stessa stradaAnche se non è più la stessa cosa”
Sono poche righe della canzone scritta da Paolo Montevecchi in seguito alla tragica scomparsa del pilota brasiliano, reinterpretata da Lucio Dalla che, appena la sentì, se ne innamorò subito, rendendola di sua interpretazione.


