Napoli festa a Lecce, gli azzurri vincono ancora per 1-0 grazie a Raspadori
In questa gara difficile nella lotta per il titolo Conte decide di cambiare nuovamente modulo, affidandosi a Olivera e Di Lorenzo in difesa accanto a Rhamani, e puntando sull’estro di Raspadori in attacco a fianco di Lukaku. Del resto il Lecce deve fare i conti con la situazione difficile per la scomparsa del giovane fisioterapista e una classica abbastanza preoccupante e la squadra di Giampaolo non viene meno all’impegno per la ricerca di almeno un pareggio contro la capolista. Nel primo tempo ci sono diverse interruzioni per episodi ai limiti del regolamento, il cooling break e la protesta dei tifosi del Lecce, che lanciano petardi come ritorsione nei confronti della lega per il mancato rinvio lungo della gara di Bergamo con l’Atalanta. Il var è protagonista perché annulla il gol iniziale di Lukaku, non concede rigori da una parte e dall’altra e evita di richiamare l’arbitro a prendere provvedimenti disciplinare nei confronti di Gaspar, che commette fallo su Raspadori, con la palla probabilmente fuori dal campo. Lo stesso Gaspar in precedenza colpisce una clamorosa traversa con un tocco successivo di Spinazzola, che induce il Lecce a sperare in un rigore, mentre nell’episodio del vantaggio partenopeo l’arbitro concede quasi sulla linea dell’area di rigore una punizione dal limite, che Raspadori comunque è bravissimo a trasformare splendidamente in gol, grazie anche al movimento dì Mc Tominay, che ostacola la visuale al portiere Falcone, ex della Sampdoria. Lobotka si fa male nel lungo recupero del primo tempo ed è costretto ad uscire nei primi minuti della ripresa a beneficio dello scozzese Gilmour, mentre anche Giampaolo effettua i primi cambi per cercare di pervenire al pareggio.
Il più pericoloso è Helgason che impegna severamente Meret dalla distanza e prova a ingannare il portiere friulano su un calcio piazzato, mentre il Napoli cerca di pungere in contropiede senza riuscire però a creare azioni autenticamente importanti. Conte capisce che per contenere gli avversari è necessario sacrificare Raspadori per un altro centrocampista come Billing, che assicura dinamismo in un momento di difficoltà con un Lecce, che continua ad attaccare con Morente, Berisha e Veiga, tutti subentrati, che riescono a creare grattacapi, confermando la bontà delle scelte di Giampaolo almeno sui cambi, compreso l’inserimento nel finale di N’gri al posto di Pierotti. Il Napoli sa soffrire anche perché dispone di un atteggiamento difensivo, che ha dimostrato la sua efficacia nel corso del campionato e Conte si limita ai consueti cambi degli ultimi minuti con Simeone e Ngonge per Lukaku e Politano, che hanno finito per fare nella ripresa i primi difensori sulle avanzate del Lecce dalle retrovie. Nel recupero c’è la possibilità del raddoppio sull’asse Billing Simeone, ma Falcone si oppone. Il dato del possesso palla è indicativo del dominio del gioco da parte del Lecce, ma quello che conta per Conte è raggiungere la vittoria anche con il minimo scarto e anche questa gara nel suo stadio di Via del Mare conferma la prerogativa speculativa, che lo ha portato ad ottenere sempre ottimi risultati almeno nei campionati nazionali, anche in assenza di un gioco gradevole come accaduto in diverse gare, soprattutto in trasferta


