Juve Stabia :Storica impresa delle Vespe, blucerchiati sprofondano in Serie C, il racconto di Gianfranco Piccirillo
Nel recupero della giornata di pasquetta non disputata per la scomparsa di Papa Francesco si chiude la stagione regolare di un campionato, che ha regalato tante sorprese e verdetti clamorosi per la retrocessione. Proprio lo Stabia di Pagliuca può essere definita la squadra che ha compiuto le imprese migliori, soprattutto perché inaspettate anche dalla stessa tifoseria stabiese, che stasera ha riempito il Menti, assieme a tanti sostenitori della Sampdoria, che da circa un mese è allenata da Evani, un ex allenatore della nazionale italiana in precedenza pure campione d’Europa come vice di Roberto Mancini. Il tecnico stabiese schiera la formazione migliore ad esclusione degli infortunati Fortini e Buglio, optando per il tridente Piscopo, capitan Candellone e Adorante in fase offensiva. Evani deve rinunciare allo squalificato Benedetti e perde Altare dopo pochi minuti per un infortunio, optando per Sibilli e Niang in attacco, preferito a Coda, che ha raggiunto Stefan Schwoch da poche settimane in testa alla classifica dei cannonieri della serie B italiana di tutti i tempi e fa entrare Curto. Il primo tempo è molto spezzettato da falli ripetuti, soprattutto da parte della squadra di Genova, che sono tollerati dall’arbitro internazionale Colombo, scelto per questa gara molto delicata e che decide di dirigere all’inglese.
Le occasioni sono pochissime con l’intervento più difficile compiuto da Thiam su De Paoli, rispetto all’esperto Cragno che se la cava con qualche uscita e uno spavento sul colpo di testa di Bellich. La ripresa si apre con gli ingressi di Coda e Beruatto perché in considerazione degli altri risultati la Sampdoria non ha alternative alla vittoria, ma prima degli assalti finali è lo Stabia ad avere le occasioni migliori con Candellone, che si fa respingere il tiro da un difensore a pochi metri dalla porta e Adorante, che spreca da posizione defilata dopo che Evani ha tolto dal campo Sibilli, figlio dell’ex attaccante dello Stabia del presidente D’arco e solo per questo rispettato dal pubblico del Menti, facendo entrare Akinsanmiro. La squadra blucerchiata, che palesa evidenti limiti in fase di impostazione del gioco, crea qualche grattacapo a Thiam con Coda, ma la migliore occasione si verifica solo nei minuti finali dopo che Pagliuca ha inserito Peda e Andreoni al posto di Floriani Mussolini e Bellich. L’ex attaccante senegalese del Milan e dell’Empoli, Niang, fallisce un’occasione molto più facile di un rigore, perché posizionato a pochi passi dalla porta del suo connazionale Thiam, che addirittura riesce a bloccare la sua conclusione debole e centrale. Prima del recupero entrano pure Meli e Maistro per Leone e Adorante, mentre Evani si gioca la carta dell’ultimo attaccante Abiuso al posto di Curto, entrato a sua volta nel primo tempo, Il recupero si allunga di un minuto per l’ingresso di Quaranta al posto di Piscopo, ma Thiam deve stare solo attento in un paio di mischie disperate dei blucerchiati, mentre Maistro manca in contropiede di poco lo specchio della porta con una conclusione da molto lontano.
Alla fine lo Stabia può festeggiare il quinto posto in classifica, che lo porterà a giocare il primo turno dei play off promozione al Romeo Menti sabato sera contro il Palermo, finito ottavo, con inizio alle 19:30, mentre comincia il dramma sportivo della Sampdoria, che per la prima volta nella sua storia piuttosto importante con titoli nazionali ed internazionali, retrocede in serie C. Il povero Niang non riesce a darsi pace per il gol clamorosamente fallito ed è l’ultimo a lasciare il campo tra le contestazioni dei tifosi doriani e la consolazione dell’amministratore Polcino della società ospitante e qualche applauso dei tifosi stabiesi. Ovviamente gli applausi maggiori sono riservati alla squadra di casa e al tecnico Pagliuca che hanno compiuto un’impresa straordinaria, che resterà comunque vadano i play off nella storia, perché è stato raggiunto il migliore posizionamento e punteggio in assoluto nei campionati professionistici dello Stabia, che è la squadra più anziana del meridione, avendo già compiuto 118 anni.


