La Juve Stabia perde allo Zini di Cremona per 3-0. Il racconto post gara di Gianfranco Piccirillo che commenta la partita con la sua rubrica il “Punto di Stabiamore”.
Lo Stabia gioca la partita più importante della sua storia purtroppo non nelle condizioni migliori di formazione, ma con la possibilità di andare in finale con un pareggio, risultato che aveva ottenuto nella gara di campionato allo stadio Zini. L’assenza di Ruggero per squalifica pesa tantissimo e Pagliuca sceglie Varnier in difesa e a sorpresa schiera Sgarbi in fase offensiva al posto di Piscopo, confermando il resto della formazione, mentre Stroppa, che ha caricato l’ambiente, con le dichiarazioni pre partita contro l’atteggiamento definito teatrale della panchina dello Stabia, sceglie Vázquez come falso nueve, tenendo fuori inizialmente i suoi attaccanti La squadra di Castellammare, seguita da circa 1500 tifosi tra settore ospiti e tribuna, soffre terribilmente sulla fascia sinistra per la bravura di Barbieri e l’infortunio alla testa di Andreoni, che condiziona il difensore stabiese, peraltro subito per una brutta gomitata non sanzionata adeguatamente dall’arbitro.
La Cremonese ha avuto una buona occasione con Van de putte, prima di passare in vantaggio con un pizzico di fortuna, ma soprattutto in seguito a due errori stabiesi, il primo di Sgarbi in fase offensiva e il secondo di Andreoni in chiusura con comunque la capacità di Folino, Barbieri di mettere condizione il loro capitano Castagnetti di battere a rete e superare Thiam. Lo Stabia ci prova con i tiri da lontano di Pierobon e Mosti, che impegnano Fulignati piuttosto seriamente, ma delude fortemente la prestazione di Sgarbi, a tratti addirittura irritante per i suoi errori in fase di controllo. La Cremonese giunge solo una seconda volta a rendersi pericolosa, ma Thiam riesce a respingere di piede un tiro in piena area. Non è stata la solita squadra nel primo tempo, ma le attenuanti non mancano per il tecnico che dopo l’intervallo decide di inserire Rocchetti al posto di Bellich, per cercare di migliorare ila tenuta sulla corsia bassa sinistra. La gara non bella dello Stabia viene chiusa da una decisione del var, l’ennesima sfavorevole per la squadra di Castellammare all’inizio della ripresa, quando un tocco di braccio apparso involontario, addirittura viene ritenuto da espulsione dall’arbitro del var Pairetto ela Cremonese raddoppia sugli sviluppi della punizione susseguente con Johnsen, marcatore pure all’andata, che sorprende Thiam con un tiro dalla distanza. Pagliuca si stanca della gara inconsistente di Sgarbi e lo sostituisce con Maistro, ma l’irritazione per l’ingiustizia precedente subita, provoca la protesta che causa un altro provvedimento d’espulsione nei suoi confronti.
Il terzo gol di Vandeputte che è bravo ad ingannare Thiam sul suo palo, fingendo un traversone, praticamente chiude il discorso della qualificazione alla finale, che già dalla direzione della gara di andata si era capito, che sarebbe dovuta andare necessariamente verso le potenti squadre settentrionali. Questa sconfitta non toglie nulla alla stagione sorprendentemente straordinaria delle vespe, che riescono ad uscire a testa alta dai play off con la soddisfazione meritata delle presenze per Baldi che entra a metà ripresa al posto di Zorro Pierobon e soprattutto di quelle nel finale del terzo portiere Signorini e Meli al posto di Thiam e Mosti, due grandi protagonisti della meravigliosa stagione della squadra stabiese.
A questo punto non conta parlare più di un finale di gara insignificante, che comunque vede ancora la distribuzione di cartellini gialli apparsi severi da una parte e dall’altra, ma di questo campionato storico dello Stabia di Pagliuca, che conquista il miglior risultato della sua storia, prima con il quinto posto in classifica con 55 punti e poi con la semifinale dei play off promozione in serie A, rovinata da alcune decisioni di arbitri e var. Anche nella stagione regolare lo Stabia ha subito decine di decisioni contrarie, soprattutto dagli arbitri del var, ma la squadra spesso ha dimostrato di saper essere più forte di tutto, grazie all’ottimo lavoro svolto dalla dirigenza, dall’allenatore, i suoi collaboratori e tutti i calciatori. Il presidente Langella e tutta la squadra ha fatto sognare un traguardo inimmaginabile all’inizio della stagione persino dal più fantasioso ottimista dei suoi tifosi, che possono essere comunque orgogliosi della loro squadra. Permettetemi da ultimo di ringraziarre tutti i pazienti lettori dei miei commenti alle gare dello Stabia e di sperare che attraverso l’impegno di società, l’amministrazione comunale e del parlamentare Gaetano Amato si possa ottenere presto il riconoscimento nazionale del campionato regionale misto vinto dallo Stabia alla fine della seconda guerra mondiale, un fatto che rappresenterebbe una meritata soddisfazione per gli eredi storici della squadra del grande Romeo Menti.


