Dietro ogni nuova vita donata c’è una scelta consapevole e coraggiosa. Felice Peluso lo sa bene: è un trapiantato renale; vive grazie al gesto di altruismo di chi, nel momento più doloroso della sua esistenza, ha trovato la forza di donare.
“Se io sono qui – racconta Felice Peluso, presidente del Gruppo AIDO Cimitile-Nola – è perché qualcuno ha detto SÌ”. Parole semplici, che racchiudono l’essenza di una seconda possibilità.
La sua prima rinascita risale al 1988, grazie a un trapianto di rene al II° Policlinico di Napoli. Sei anni di vita “normale”, poi l’imprevisto ritorno alla dialisi. Nove lunghi anni di attese e viaggi in Italia e all’estero, fino al secondo trapianto nel 2004 all’Ospedale Maggiore della Carità di Novara.
Felice Peluso, una vita spesa per la testimonianza
Da allora, Felice Peluso non ha mai smesso di raccontare la propria esperienza, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla donazione degli organi, ancora oggi tema troppo spesso lasciato ai margini del dibattito pubblico.
“Chi più di me – afferma – può e deve far capire quanto sia fondamentale dire SÌ?”. Il suo impegno prende ora forma attraverso una nuova pubblicazione: “Spalle al muro e una vita davanti”, seconda raccolta di testimonianze reali di persone che, nel momento più straziante, hanno scelto la vita.
Persone comuni, eroi silenziosi che hanno saputo trasformare la morte in rinascita, il dolore in speranza, regalando una nuova occasione a chi era sospeso nell’attesa.
Spalle al muro e una vita davanti, la presentazione ufficiale a Nola
Il libro sarà presentato venerdì 6 giugno 2025 alle ore 18.30 presso Il Museo Possibile – Ex Scuderie del Seminario Vescovile, in via della Repubblica 36, Nola.
Un appuntamento con le emozioni e con il senso profondo della parola “dono”, per riflettere sull’importanza della solidarietà e sul valore inestimabile della vita.
Contro l’indifferenza, serve memoria
“Spalle al muro e una vita davanti” è più di un libro: è un invito a guardare oltre, a restituire valore al coraggio silenzioso di chi dona. Perché ogni “SÌ” alla donazione può essere l’inizio di un miracolo. Felice Peluso ne è la prova vivente.


