Gianfranco Piccirillo : ” La forza della Juve Stabia è stata ancora una volta il collettivo”


Gianfranco Piccirillo, figura di spicco e Presidente Onorario dell’associazione Stabiamore, condivide la sua visione sulla recente stagione della Juve Stabia. Con la sua profonda conoscenza del calcio e il legame indissolubile con i colori gialloblù, Piccirillo offre un’analisi dettagliata e appassionata, ripercorrendo i momenti chiave e le performance della squadra. Le sue parole, sempre attese dai tifosi, tracciano un quadro completo di un’annata ricca di emozioni e significati per la comunità di Castellammare di Stabia.

La stagione dello Stabia ha sfiorato i confini dell’impresa impossibile, emulando per certi versi quella della Cavese dei primi anni ottanta, che pure arrivò quinta, lottando fino alla fine dopo aver battuto pure il Milan a San Siro . Dopo la vittoria del campionato di serie C, che pure fu sorprendente, per numeri difensivi e qualità del gioco, nessun addetto ai lavori considerava lo Stabia come squadra importante nella serie B, anzi la pronosticavano tra le retrocesse a fine campionato. Ma il dato del monte ingaggi più basso e della gioventù della rosa non ha impedito allo Stabia di essere una squadra protagonista di imprese notevoli anche nella categoria superiore.

Il merito innanzitutto è della società, del bravissimo e giovane direttore sportivo e dell’allenatore che hanno consolidato il lavoro, arrivando addirittura a sfiorare la promozione in massima serie A, conquistando piuttosto agevolmente prima la quinta posizione con ben 55 punti totalizzati in classifica e poi la semifinale play off con la Cremonese, eliminando il Palermo nel primo turno.

Si sono confermati sui livelli alti sia l’estremo difensore Thiam, che il bomber Adorante, capace di realizzare con la maglia dello Stabia altre 17 reti dopo le 13 della seconda parte della stagione di serie C. Bravissimi sono stati Ruggero e Bellich, ma anche gli altri difensori compresi Peda e Quaranta arrivati al mercato di gennaio e gli esterni bassi in prestito Floriani e Fortini, mentre a centrocampo Pierobon ha addirittura fatto meglio della categoria inferiore. In attacco Piscopo e Candellone hanno dimostrato il valore soprattutto della generosità e della duttilità, così come Mosti, che ha fatto bene sia da trequartista che da centrocampista puro, quando a fine stagione ha dovuto sostituire il sempre prezioso capitano Buglio. Ma tutti sono stati encomiabili sul piano dell’impegno, con l’unica eccezione di Sgarbi, che arrivato a gennaio, non ha reso secondo le aspettative, soprattutto nell’ultima gara dei play off.

La forza della squadra è stata comunque ancora una volta nel collettivo, piuttosto che nei singoli,dimostrando la bontà del lavoro di Pagliuca e dei suoi collaboratori atletico e tecnici. Nessuna squadra ha dominato lo Stabia nel corso di una stagione, che è già consegnata alla storia e che poteva diventare addirittura epica se ci fosse stata un poco più di fortuna e soprattutto un atteggiamento più equo della classe arbitrale e soprattutto del var, che ha penalizzato la squadra stabiese in diverse occasioni. Ora è necessario consolidare la società, cercare di conservare il direttore sportivo Lovisa e allenatore per rivedere anche la prossima stagione il calcio piacevole e soprattutto il senso di appartenenza alla città, che da parte sua ha risposto alla grande soprattutto nel finale, con l’obiettivo di conquistare nuovamente risultati importanti e l’apprezzamento di giornalisti e appassionati di calcio.

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