L’Inter si lecca le ferite dopo una stagione che, a detta di molti, ha lasciato un retrogusto amarissimo. la recente finale di Champions League, persa in maniera perentoria, ha squarciato il velo su un 2025 nerazzurro decisamente rivedibile. Un risultato che, più che una sconfitta sportiva, è stato percepito come un’umiliazione e un poco rispetto per i milioni di tifosi interisti sparsi per il mondo.
Dopo la sconfitta in Supercoppa Italiana contro il Milan da 0-2 a 3-2 non è stata solo la classica serata no ma l’inizio della fine con poche gioie negli scontri diretti battendo l’Atalanta nettamente, giocando con orgoglio contro il Bayern Monaco e vincendo con cuore e un pizzico di fortuna contro il Barcellona. Poi, il nulla più assoluto. Il campionato ha visto l’Inter soffrire contro praticamente ogni avversario, e le sfide contro le squadre di prima fascia si sono rivelate veri e propri scogli insormontabili. Il pareggio contro il Napoli, le sconfitte con Roma, Juventus e Bologna, e il pari contro la Lazio non sono stati affatto casuali, ma la chiara fotografia di una condizione psicofisica disastrosa.
Se da un lato è innegabile che alcuni calciatori come Taremi, Correa, Bisseck e Asllani non abbiano reso secondo le aspettative, il dito viene puntato anche verso i cosiddetti “senatori”. Giocatori del calibro di Mkhitaryan, Hakan Calhanoglu, Federico Dimarco e Nicolò Barella non sono riusciti a mantenere un rendimento costante e all’altezza. Persino le punte di diamante, Lautaro Martinez e Marcus Thuram non sono esenti da colpe e responsabilità. Un rammarico particolare è legato a Davide Frattesi, a detta di molti il calciatore più in forma prima della finale di Champions, eppure lasciato in panchina in un match così cruciale.
La sconfitta in Supercoppa Italiana è vista da molti come il punto di non ritorno, la chiave di volta che ha innescato la crisi nerazzurra. C’è chi sostiene che il tecnico Simone Inzaghi avrebbe dovuto essere esonerato proprio in quel frangente. La sua gestione, in particolare nella seconda parte del 2025, viene definita una “perdita di bussola” totale. L’idea di iniziare una nuova stagione con Inzaghi in panchina viene paragonata a un “film già visto”, un triste replay del “Cuper 2.0”, suggerendo la necessità di un cambiamento radicale per evitare di ritrovarsi di fronte agli stessi problemi.


