Amedeo Petrazzuolo oramai è diventato un simbolo del calcio a Castellammare Di Stabia. Dopo il suo vissuto da portiere con la maglia gialloblu si è consolidato da anni nelle vesti di preparatore dei nuovi numeri uno e nel campionato 2025-2026 avrà il compito di far volare Alessandro Confente il nuovo portiere che ha raccolto l’eredità di Demba Thiam.
Nel calcio moderno, fatto di continui ricambi e carriere spesso brevi, esistono figure che resistono al tempo, diventando vere e proprie leggende e simboli inossidabili di una squadra. Tra queste, spicca spesso la figura del preparatore dei portieri, specialmente quando, anno dopo anno, lega indissolubilmente il suo percorso professionale ai colori di un unico club. Non è solo un tecnico; è un custode, un mentore, e l’anima silenziosa di una squadra.

Con la partenza di Nazzareno Tarantino, altro personaggio che non ha bisogno di presentazioni a Castellammare Di Stabia, il buon Amedeo resta la bandiera da preservare e raccontare alle generazioni future. Il 19 febbraio 2006 è la data della vittoria storica contro il Napoli per 3-1 e Petrazzuolo fu uno dei grandi protagonisti di quella partita e del campionato concluso con l’incredibile salvezza di Acireale. Poi il suo ritorno al “Menti” sotto una nuova veste. Da Fabio Caserta passando per Guido Pagliuca fino ad Ignazio Abate. Un racconto fatto di grande lavoro e professionalità, un percorso dal sapore di leggenda.La sua presenza costante infonde un senso di stabilità e continuità. È la memoria storica del reparto portieri, colui che ha visto sbocciare talenti, che ha consolato dopo sconfitte brucianti e che ha esultato per vittorie epocali. Questa continuità lo rende un punto di riferimento non solo per i giocatori, ma per l’intero ambiente, dai tifosi agli addetti ai lavori, che in lui riconoscono un pezzo fondamentale dell’identità del club.


