Nel vasto e crudo universo di “Gomorra – La Serie”, pochi personaggi hanno lasciato un’impronta così profonda e controversa come Donna Imma Savastano. Interpretata magistralmente da Maria Pia Calzone, Donna Imma non è solo la moglie del boss Pietro Savastano, ma una figura che incarna la complessità, la ferocia e la disperata ambizione del potere criminale. La sua parabola, seppur tragicamente breve, è una delle più intense e significative dell’intera saga.
Inizialmente presentata come la “first lady” della cosca, con un ruolo apparentemente relegato alla sfera domestica e familiare, Donna Imma emerge con prepotenza quando il marito Pietro viene arrestato. In un mondo dominato dagli uomini, in cui le donne sono spesso relegate a comparse silenziose o figure marginali, Donna Imma ribalta ogni stereotipo. Con un coraggio glaciale e una lucidità disarmante, decide di prendere in mano le redini del clan Savastano.
La sua reggenza è caratterizzata da decisioni spietate e da una visione strategica che sorprende persino i più fedeli luogotenenti. Non si limita a gestire l’ordinario, ma ristruttura gli affari, impone nuove regole e non esita a eliminare chiunque si metta sulla sua strada. Il suo approccio è pragmatico e brutale: se c’è da stringere un patto scomodo o da sacrificare un fedelissimo per il bene del clan, Donna Imma non esita. Il suo obiettivo primario è la sopravvivenza e la prosperità del “sistema” che lei, in quel momento, rappresenta.
La sua ascesa al potere la porta inevitabilmente a scontrarsi con le due figure maschili più importanti della sua vita: il figlio Genny e il “figlioccio” Ciro Di Marzio. Donna Imma riconosce la debolezza e l’immaturità del figlio, decidendo di mandarlo in Honduras per temprare il suo carattere, una mossa che si rivelerà controproducente. Allo stesso tempo, estromette Ciro, vedendo in lui una minaccia latente e un ambizioso rivale.
Questi conflitti interni non sono solo lotte di potere, ma rappresentano anche un dramma familiare profondo. Il suo tentativo di proteggere il figlio e al contempo affermare la propria autorità, la spinge a compiere scelte che alla fine le si ritorceranno contro. Donna Imma è una madre, sì, ma una madre che antepone la legge del clan a qualsiasi sentimento.
Il regno di Donna Imma è destinato a una fine violenta, come spesso accade nel mondo di “Gomorra”. La sua intransigenza, unita alla crescente sete di vendetta di Ciro, porta a una delle scene più iconiche e tragiche della prima stagione. In un vicolo buio, la regina caduta viene freddata da Ciro, segnando un punto di non ritorno per tutti i personaggi e per la trama stessa.
La morte di Donna Imma non è solo la fine di un personaggio, ma la chiusura di un’era. Il suo coraggio, la sua spietatezza e la sua intelligenza la rendono una figura complessa, lontana da qualsiasi cliché. Donna Imma Savastano è il simbolo di come anche in un mondo maschilista, una donna possa non solo sopravvivere, ma dominare, lasciando dietro di sé una scia di sangue e un’eredità di potere che continuerà a influenzare le dinamiche di “Gomorra” per molte stagioni a venire. La sua memoria, perversa e potente, continua a echeggiare nel cuore nero di Scampia.


