Quando si parla del Napoli e del suo periodo d’oro, il pensiero corre immediatamente a Diego Armando Maradona. Ma nel regno del “Pibe de Oro”, un altro nome ha brillato con la stessa intensità: quello di Antonio Careca. Arrivato dal Brasile nell’estate del 1987, Careca passò dal suo San Paolo al tempio del calcio partenopeo, lo Stadio San Paolo di Fuorigrotta, creando subito una magia in un attacco tutto sudamericano.
Careca era un attaccante completo, forte fisicamente e velocissimo, con un tiro potente che i tifosi del Napoli omaggiavano con il celebre coro “Careca, tira la bomba”. E lui non li deludeva mai, perché quando inquadrava la porta, per i portieri avversari erano dolori. La sua abilità non si limitava al tiro, ma si estendeva anche al colpo di testa e, nonostante la presenza di Maradona, Careca si è spesso dimostrato un cecchino anche sui calci piazzati, segnando pure qualche rigore.
In un’epoca di campioni, Careca giocava nel Napoli con Maradona e nella nazionale brasiliana con Romario, un altro fuoriclasse che non ha bisogno di presentazioni.
l suo contributo al Napoli è stato fondamentale per la conquista di una Coppa Uefa, uno Scudetto e una Supercoppa Italiana. Quando lasciò la città azzurra, la frase che riecheggiava nei cuori dei tifosi era una sola: “Grazie Careca“. Un ringraziamento meritato, perché le sue giocate hanno alzato il livello del calcio italiano, già ricco di talenti.
A fine carriera, la sua fame di gol non si è placata, portandolo in giro per il mondo, dal Giappone al ritorno in Brasile con la maglia del Santos. L’unico rimpianto della sua meravigliosa carriera rimane la mancanza di un successo importante con la nazionale brasiliana, una fortuna che avrebbero poi avuto Bebeto e Romario qualche anno più tardi.
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