La storia di Andrea Silenzi è quella di un attaccante dal percorso singolare, capace di toccare le stelle per poi attraversare periodi di difficoltà. Partito dalle giovanili del Pescatori Ostia, si fa notare con la maglia della Lodigiani e poi con quella dell’Arezzo, prima di esplodere definitivamente con la Reggiana.
È proprio a Reggio Emilia che Silenzi si afferma come un vero bomber: dopo aver contribuito alla promozione in Serie B con 9 gol, nella stagione successiva si consacra vincendo la classifica dei capocannonieri del campionato cadetto con ben 23 reti, trascinando la squadra a un lusinghiero ottavo posto.
Le sue prodezze non passano inosservate: il Napoli lo acquista per 7 miliardi di lire e Silenzi si presenta al suo nuovo pubblico con il botto. Al debutto, il 1º settembre 1990, segna una doppietta nella storica vittoria per 5-1 sulla Juventus in Supercoppa italiana. Tuttavia, l’esperienza a Napoli si rivela più complessa del previsto, con solo 6 gol segnati in due anni.
Il riscatto arriva al Torino, dove torna a giocare a livelli importanti. Con i granata vince una Coppa Italia e, l’anno seguente, segna 17 gol, che gli valgono la convocazione in Nazionale.
Silenzi passerà poi alla storia per essere stato il primo calciatore italiano a giocare in Premier League, con il Nottingham Forest. L’avventura in Inghilterra, però, non si rivela all’altezza delle aspettative, con solo due reti segnate e un’esperienza che, a posteriori, verrà giudicata non del tutto positiva.
Il suo ritorno in Italia lo vedrà vestire le maglie di diversi club, tra cui Venezia, un’altra parentesi alla Reggiana, Ravenna e un’ultima volta il Torino, prima di chiudere la sua carriera di nuovo a Ravenna.


