Questa è la storia di un’estate lontana dal mare… Abbiamo trascorso due giorni in una Ger, la tenda tradizionale, in Mongolia centrale, nella Valle del fiume Orkhon.
Il viaggio verso la valle
Partiti da Kharkorin, siamo arrivati dopo tre ore di auto, di cui due in fuoristrada, culminate in un temporale che ci ha fatto perdere l’orientamento. Fortunatamente il telefono aveva campo e il nonno della Ger ci ha raggiunto e guidato verso casa.
Vita nomade in Mongolia
Chi vive in campagna in Mongolia sposta la tenda due volte all’anno: d’estate verso i pascoli aperti in pianura e d’inverno al riparo di colline o alberi. Anche gli animali si spostano ugualmente. Qui una coppia anziana vive con una mandria di circa 40 yak, un cavallo e due nipoti in vacanza dalla scuola.
La routine quotidiana
La notte i piccoli yak sono protetti in un recinto e la mattina presto le madri vengono munte a mano prima di poter allattare i piccoli. Dal latte si ricava prima la panna, poi il burro, lo yogurt e infine un formaggio magro e senza sale. Il tè tradizionale è preparato in infusione con il latte. Lo yogurt viene offerto agli ospiti, così come pezzetti di formaggio duro.
Dentro la Ger
La Ger è decorata all’interno: ogni asse di supporto è dipinto, il pavimento rivestito in linoleum e tenuto ben pulito. Il riscaldamento è garantito da una stufa a legna (o sterco secco d’inverno), che funge anche da fornello.
Esperienze condivise
A farci da prezioso traduttore è stato il nipote di 8 anni, bravo anche a usare il telefono e consultare ChatGPT per le domande difficili. Abbiamo aiutato a fare il formaggio, tentato di mungere le bestie, cavalcato e visitato la cascata fragorosa dell’Orkhon.
Un mondo autentico
Abbiamo ammirato lo stile di vita fatto di cose semplici e sentito il calore di una vera famiglia, cosa difficile da trovare per dei turisti occidentali. Sicuramente, con i nostri vizi, non saremmo sopravvissuti d’inverno, quando le temperature arrivano anche a -50 °C.
Guardate il video per scoprire questo mondo affascinante.


