Juve Stabia ancora un pareggio. Il pensiero post gara di Gianfranco Piccirillo dell’Associazione Stabiamore.
Dopo la sosta lo Stabia risente del gran caldo di questo sabato di settembre e non riesce a battere la Reggiana di Dionigi, un’autentica bestia nera. Abate prende alcune strane decisioni in tutti i settori, inserendo subito i nuovi acquisti Giorgini e Correia, ma lasciando in panchina il centravanti Gabrielloni, confermando invece Stabile, Carissoni e Cacciamani, mentre la Reggiana sceglie Motta come portiere invece dell’esperto Seculin, ex stabiese come Quaranta, scelto invece come titolare. Lo Stabia dopo una fase di studio sfiora il gol con un cross di Cacciamani dalla sinistra per Piscopo, con Motta abile in uscita e Carissoni che da ottima posizione sbaglia in una maniera ancora peggiore di quanto fece contro il Venezia, perché non riesce nemmeno a centrare la porta.
Subito dopo Mosti si trova in ottima posizione al limite dell’area per un’occasione ancora più nitida, che viene sventata in angolo da una deviazione fortunosa del difensore Papetti e nel finale del tempo Piscopo è bravo a tagliare sul primo palo, ma calcia malissimo a rete, perché praticamente tira addosso a Motta. La gara è in monologo dello Stabia che gioca bene, ma non trova il guizzo vincente e sbaglia le conclusioni anche con Giorgini e Cacciamani, apparso un pochino appannato rispetto alle precedenti gare. Dopo l’intervallo Abate sostituisce Piscopo con Gabrielloni, mentre Dionigi fa uscire Tavsan a beneficio di Girma, dato vicino allo Stabia durante il mercato, e Mendicino per Bertagnoli. Lo Stabia va ancora vicino al vantaggio quando Cacciamani sulla sinistra serve al centro Gabrielloni, che al volo trova una straordinaria parata di Motta e poi Abate tra lo stupore di buona parte del pubblico decide di sostituire Leone con Pierobon e Cacciamani con Mannini e poco dopo anche capitan Candellone per dare spazio ad un’altra punta centrale come il nazionale della Romania under 21, Burnete. La gara diventa più brutta, perché non ci sono occasioni importanti se non qualche tiro da fuori della Reggiana, che prova raramente a mettere la testa fuori dal suo sacco difensivo. Abate è costretto a fare uscire Stabile, perché alle prese coi crampi, inserendo Varnier, escluso a sorpresa dalla formazione iniziale, mentre Dionigi sostituisce Rover con Charlys e Reinhart con Bozzolan.
A dieci minuti dalla fine capita l’azione più rocambolesca, che vede lo Stabia andare vicino al vantaggio tre volte, prima con Mannini, che calcia a botta sicura, ma trova Marras, altro noto calciatore considerato bestia nera per i suoi gol contro lo Stabia, abile a respingere la palla sulla linea e poi due volte con Gabrielloni, che contrastato sempre da Marras, non riesce a ribadire in rete.
Nei minuti finali nella Reggiana entra Bonetti al posto dell’ex Quaranta e lo Stabia pur attaccando non riesce a rendersi pericoloso, facendo molta confusione nel gioco a centrocampo con un Correia, autore di un discreto esordio, che però finisce la gara in debito d’ossigeno. Insomma lo Stabia per la terza volta, la quarta se si considera pure la coppa Italia, gioca bene, ma non riesce a tramutare in gol la grande mole di un possesso palla, che senza la finalizzazione finisce per essere un esercito sterile. Abate ha sbagliato a tenere Gabrielloni fuori nella formazione iniziale e non ha convinto nei cambi a centrocampo della ripresa, ma va riconosciuto al giovane tecnico ex Milan e Ternana di aver sistemato benissimo l’assetto difensivo, concedendo pochissimo alle squadre avversarie finora affrontate e di aver dominato anche questa gara al Mentì dopo quella con il Venezia, trovando però nuovamente nel portiere avversario un ostacolo insormontabile e adesso le Vespe dovranno sperare di trovare il primo successo del campionato, giocando due volte consecutive in trasferta, prima a La Spezia sempre sabato di primo pomeriggio e poi a Catanzaro di venerdì sera.


