Juve Stabia abbiamo scelto per questo editoriale del lunedi una canzone famosa degli 883 ossia gli anni, una delle più amate di Max Pezzali. Le vespe di Ignazio Abate con la quarta partita ufficiale, la terza di campionato si confermano squadra organizzata ma con enormi difficoltà nel reparto offensivo.
La Juve Stabia di Ignazio Abate non riesce a rompere il tabù del pareggio casalingo, fermata sullo 0-0 da una Reggiana solida e organizzata. È la solita storia, quella di una squadra che ha tutto per vincere, tranne la freddezza sotto porta. Le Vespe si dimostrano generose, a tratti belle e capaci di costruire un buon volume di gioco. Il possesso palla è costante, il centrocampo lotta e recupera, ma tutto si perde in una preoccupante sterilità offensiva.
Gli attaccanti si muovono, si sbattono, ma sono spesso poco lucidi e mai realmente pericolosi. I pochi tiri in porta non spaventano un portiere avversario che ha vita facile, e la sensazione è che l’impegno profuso non venga ripagato. Il punto conquistato muove la classifica, ma lascia l’amaro in bocca a una squadra che meriterebbe di più. La Juve Stabia ha bisogno di trasformare il suo gioco in concretezza, perché la sola generosità non basta per vincere.
Certo è presto per una critica ma al momento la situazione è questa con una squadra che avrebbe meritato maggior fortuna ed anche qualche punto in più in classifica ma gli episodi sia dovute alle parate del portiere sia all’imprecisione non hanno permesso alla squadra di fare quel salto di qualità che avrebbe meritato. Le belle notizie arrivano dalla difesa con Confente e compagni che si portano a casa il secondo clean sheet del campionato. Adesso due trasferte per i ragazzi di Abate magari per ritrovare una nuova strada, un nuovo bar per scrivere una storia decisamente diversa.


