Nel mondo del calcio, il legame tra un giocatore e la sua squadra è spesso viscerale, un atto d’amore profondo che cementa un’identità. Ma a Roma, dove la passione per Lazio e Roma brucia come un fuoco sacro, i calciatori che hanno osato indossare entrambe le maglie sono visti con una combinazione di curiosità, rispetto e, talvolta, astio. La loro è una storia di professionismo, coraggio e, in alcuni casi, di destini incrociati che hanno segnato il Derby della Capitale.
Fulvio Bernardini, il pioniere
Non si può iniziare questa lista senza citare il nome di Fulvio Bernardini. Laziale d’origine, cresciuto calcisticamente in biancoceleste, fu uno dei fondatori e il primo capitano della Roma, nata nel 1927. Nonostante il suo passato nella Lazio, Bernardini ha legato indissolubilmente il suo nome alla storia giallorossa, diventando un simbolo di professionalità e amore per la città. La sua storia rappresenta l’essenza stessa di questo dualismo, un ponte tra due realtà che, pur rivali, condividono radici profonde nella Capitale
Franco Cordova, il cambio di maglia clamoroso
Se Bernardini è il simbolo dell’unione, Franco Cordova è l’icona della rottura. Dopo nove stagioni da bandiera e capitano della Roma, con la quale aveva vinto una Coppa Italia, nel 1976 il suo passaggio alla Lazio scatenò una reazione di incredulità e rabbia tra i tifosi giallorossi. Fu un trasferimento clamoroso, un vero e proprio affronto che lo rese un personaggio controverso e indimenticabile. La sua storia dimostra quanto certe scelte, a Roma, non siano mai solo questioni di campo.
Sinisa Mihajlovic, il re delle punizioni
Un altro “doppio ex” di grande spessore è Sinisa Mihajlovic. Il difensore serbo ha giocato due stagioni con la Roma dal 1992 al 1994, ma è con la Lazio che ha scritto le pagine più gloriose della sua carriera. Arrivato in biancoceleste nel 1998, Mihajlovic è diventato un pilastro della difesa, un leader carismatico e un tiratore di punizioni letale, contribuendo in modo decisivo alla conquista dello storico Scudetto del 2000, oltre a Coppe Italia e una Coppa delle Coppe.
Angelo Peruzzi, il portiere campione del mondo
Anche tra i pali si trovano storie simili. Angelo Peruzzi, portiere di grande talento e carisma, ha esordito con la Roma, ma ha raggiunto l’apice della sua carriera alla Juventus e successivamente alla Lazio. Con i biancocelesti, dal 2000 al 2007, è stato un punto fermo della squadra, diventando un idolo dei tifosi e chiudendo la carriera in maniera memorabile, dopo aver vinto il Mondiale del 2006.
Aleksandar Kolarov, il guerriero serbo
Uno dei casi più recenti e discussi è quello di Aleksandar Kolarov. Dopo aver conquistato i cuori dei tifosi laziali con i suoi potenti tiri da lontano e la sua grinta, è tornato a Roma, ma sulla sponda giallorossa. La sua esperienza alla Roma è stata di alto livello, confermando le sue qualità e guadagnandosi il rispetto dei nuovi tifosi, pur mantenendo un rapporto complesso con la sua vecchia curva.
Queste storie, seppur diverse, narrano di atleti che hanno dovuto affrontare l’arduo compito di navigare tra le acque burrascose di due tifoserie caldissime e rivali. Che si tratti di un passaggio diretto o di un percorso più lungo, i “doppi ex” restano figure affascinanti, capaci di unire e dividere, ma sempre protagonisti di un capitolo importante e controverso del calcio capitolino


