Un uomo venne sequestrato e immobilizzato davanti al figlio all’interno di una ricevitoria. Al ragazzino fu imposto di andare dalla madre e di riferire che la famiglia doveva lasciare la casa “perché serviva al clan”. È uno dei retroscena dell’inchiesta che ha portato all’arresto di diversi presunti membri del gruppo emergente Cancello-Cifariello, attivo nel lotto G di Scampia.
L’inchiesta e i metodi
Le indagini, coordinate dalla Dda di Napoli, hanno ricostruito un’azione violenta avvenuta nel settembre 2024. Secondo gli inquirenti, una ventina di uomini circondarono la vittima e il figlio, costringendoli allo sgombero forzato dell’alloggio. Nel mirino finirono anche due donne della famiglia, aggredite e minacciate, obbligate a cedere persino le chiavi dell’auto.
I provvedimenti cautelari
Sono nove le misure cautelari eseguite, con tre soggetti ancora irreperibili. Tra i destinatari figurano Ferdinando Cifariello, Francesco Barbato e altri presunti affiliati. Le accuse sono di sequestro di persona, violenza privata e aggravante mafiosa. Il blitz segna un nuovo capitolo nel contrasto ai clan emergenti di Scampia.


