Il Viaggio di Rui Barros: L’Anno d’Oro del Porto, l’impronta in bianconero e l’esperienza con Wenger.


Una carriera tra prestigio e gavetta, costellata di successi nazionali e internazionali. Rui Barros (a destra nella foto in Nazionale nel 1993, ) è stato uno dei talenti più brillanti del calcio portoghese a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, capace di lasciare un segno indelebile al Porto e di ritagliarsi un ruolo di primo piano in Italia con la Juventus.

L’Esplosione a Porto e l’Anno d’Oro (1987)

Barros iniziò il suo percorso con diversi prestiti, facendo la gavetta in club come il Covilhã (Seconda Divisione) e il Varzim. La svolta arrivò nel 1987, quando il Porto lo richiamò per sostituire la stella Paulo Futre, trasferitosi all’Atlético Madrid.

Quella fu la sua annata d’oro. Il centrocampista (che spesso agiva da attaccante) disputò 34 partite, segnando 12 gol e contribuendo in modo determinante alla storica cavalcata del club: il Porto si aggiudicò Campionato, Coppa Nazionale, Coppa Intercontinentale e Supercoppa UEFA. Proprio in quest’ultima, segnò la rete decisiva all’Ajax nella finale di andata. Le sue prestazioni gli valsero l’elezione a calciatore portoghese dell’anno.

Il Biennio in Bianconero con la Juventus

Le sue doti attirarono l’attenzione della Juventus, che nell’estate 1988 lo acquistò per 7,5 miliardi di lire. Nella sua prima stagione a Torino, Barros si distinse subito segnando 15 reti. La stagione successiva lo vide tra i protagonisti del double continentale: la Coppa Italia e la Coppa UEFA.

Nonostante un buon bilancio di 19 gol in oltre 90 partite nel biennio bianconero, nell’estate del 1990 venne ceduto al Monaco a seguito del “repulisti” societario che portò al timone Montezemolo e Maifredi.

Le Esperienze all’Estero: Monaco e Marsiglia

Il trasferimento in Francia si rivelò fruttuoso. Sotto la guida di Arsène Wenger e al fianco di George Weah, Barros guidò il Monaco alla vittoria della Coppa di Francia e al secondo posto in campionato nella stagione 1990-1991. L’anno dopo, contribuì al raggiungimento della finale di Coppa delle Coppe, poi persa contro il Werder Brema.

L’esperienza successiva all’Olympique Marsiglia (1993-1994) fu invece complicata, terminando con la retrocessione d’ufficio della squadra in seconda divisione a causa dello scandalo giudiziario che coinvolse Bernard Tapie.

Il Ritorno a Casa e la Chiusura della Carriera

Nell’estate del 1994, Rui Barros fece ritorno per la terza volta al suo amato Porto. Qui giocò in modo regolare e continuò a vincere, facendo parte della squadra che conquistò cinque scudetti consecutivi dal 1995 al 1999.

Alla soglia dei 35 anni, al termine della stagione successiva, Barros appese gli scarpini al chiodo. Con la Nazionale portoghese ha totalizzato 36 presenze e 4 reti tra il 1987 e il 1996, ponendo fine alla sua carriera da calciatore per dedicarsi alla professione di allenatore.

Foto Wikipedia

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