Antonio Marro è l’uomo dietro Omar Prince, un nome che ha già varcato i confini nazionali per portare il Pro Wrestling italiano sui ring di mezzo mondo. Campano d’origine, ma con il cuore legato al primo ring di Frosinone, Antonio incarna l’ambizione pura di chi non si accontenta: lottare in USA, Inghilterra, Portogallo è solo l’antipasto di quello che è il suo sogno finale, l’approdo in WWE. In un momento d’oro per la disciplina, tornata “cool” grazie a colossi come Netflix, ci facciamo raccontare da Omar Prince la fatica, la passione e le sfide di un percorso che, come ci spiega, richiede “testa, cuore e fisico”.

Come ti sei avvicinato a questo sport?
“Diventare un pro wrestler è sempre stato il mio sogno, sin da quando, come quasi tutti, ho iniziato a guardarlo in TV da bambino. Il mio viaggio è iniziato a Frosinone, dove ho cominciato ad allenarmi presso la scuola IWA.”
Il mondo del wrestling americano negli anni 80 è diventato un fenomeno mediatico non indifferente. Hai un idolo dei grandi lottatori mondiali?
“Il boom del wrestling negli anni ’80 e ’90 è forse irripetibile, anche se negli ultimi anni è tornato a essere ‘cool’ anche in Italia, grazie alla nuova direzione della WWE. Stiamo attraversando un ottimo periodo, come dimostra l’approdo della compagnia su Netflix, un passo che non può far altro che aumentarne la visibilità globale. I miei preferiti di sempre restano The Rock e Undertaker, ma trovo grande ispirazione in atleti come Bryan Danielson, Finn Balor e Kota Ibushi.”
Di recente si è svolto un bellissimo evento ad Angri ossia la Hero Pro Wrestling. Un tuo giudizio sulla serata?
“Tornare a lottare nella mia terra, in Campania, è stato un momento incredibile. Negli ultimi tempi sono stato parecchio in giro, lottando tra Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Irlanda e Portogallo. Spero che il movimento del wrestling qui in Italia possa crescere sempre di più; le basi per farlo sono importanti.”
Cosa serve per diventare un lottatore e quante ore bisogna allenarsi?
“Personalmente, ritengo che diventare un Pro Wrestler sia una delle imprese più dure: sono necessari testa, cuore e fisico. Sono richieste ore e ore di allenamento: per esempio, alla CAP Academy di New York, dove sono stato, ci allenavamo almeno tre ore al giorno per quattro giorni su sette, esibendoci poi nei giorni restanti. Credo che le cose fondamentali siano: cercare i posti giusti che possano portarti lontano, mantenere sempre l’umiltà e credere fermamente nel proprio percorso senza mai mollare.”
Hai un sogno nel cassetto?
“Il mio più grande sogno resta l’approdo in WWE.”
Si ringrazia Omar Prince per il tempo concesso per questa intervista


