Napoli la sconfitta a Torino contro i granata


Il Napoli cade a Torino decide Simeone, grande ex della partita. Il racconto post gara di Gianfranco Piccirillo:

#TorinoNapoli1a0 Esprimo solo qualche considerazione sulla sconfitta del Napoli, avendo seguito al Menti la vittoria dello Stabia nel derby con l’Avellino. Conte continua a risparmiare calciatori per la Champions,a rimedia un’altra sconfitta in campionato dopo quella di Milano, perché alcuni calciatori come Jesus, Lucca e Gilmour sono niente di più che oneste riserve e non si può sperare di trovare i gol nel finale che mettono le cose a posto. Il Torino, squadra discreta ma non trascendentale, seppure ben allenata da Baroni, un tecnico che sa sempre trovare il modo di fare risultato contro il collega ed ex compagno di squadra nel Lecce, Conte. Infatti oltre al gol dell’ex del Cholito Simeone, favorito dal disimpegno sbagliato di Gilmour, il Torino colpisce un palo con Vlasic e sfiora un altro gol con Pedersen, che grazia l’ex portiere granata Milinkovic Savic. Nel secondo tempo, Conte prova a cambiare, per ripetere il successo ottenuto con il Genoa, ma pur attaccando con una certa insistenza e creando occasioni con Spinazzola, De Bruyne e Anguissa, non riesce a sfondare, anche quando entrano, Buongiorno, Lang, Politano, Elmas e perfino Ambrosino al posto del deludente Lucca. Il gol annullato a Lang dal var in pieno recupero dimostra che la nuova tecnologia non può essere considerato uno strumento sempre favorevole al Napoli e che Conte non può sperare di recuperare sempre il risultato con un forcing finale e un pizzico di fortuna.

Il gioco sparagnino e una gestione della rosa troppo sbilanciata a favore della competizione europea rischiano di fare perdere punti importanti in campionato ad una squadra campione d’Italia in carica, che dovrebbe recitare un copione diverso, dal punto di vista dell’espressione del gioco e dei risultati. La gara europea in Olanda contro il PSV Eindhoven potrà evidenziare ulteriori aspetti tattici di una squadra, che sta comunque pagando le assenze in difesa di Rhamani, a centrocampo di Lobotka e Lukaku in attacco. Altra questione è quella del portiere, che è preferito da Conte per la sua bravura con i piedi e nel lancio lungo, ma che continua a subire gol anche facendosi irretire come nella circostanza del gol di Simeone, che da ex dopo aver dribblato Milinkovic Savic non ha voluto infierire, rinunciando all’esultanza davanti al suo nuovo pubblico, che dopo tante delusioni se non altro può vantarsi di aver visto finalmente una gara importante e una vittoria prestigiosa contro i campioni d’Italia.

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