In occasione di Torino-Pisa gara di campionato che si giocherà Domenica 2 Novembre, abbiamo intervistato il giornalista Antonio Chiera di ADN24.it, che segue costantemente la squadra granata.
Di seguito le nostre personalissime domande:
Dopo un inizio stentato Baroni sembra aver trovato la quadra. Dove può arrivare questo Torino:
”Il Torino sta attraversando un buon momento, ma il Pisa sta facendo un cammino altrettanto solido, tanto che per punti meriterebbe sicuramente almeno un paio di posizioni in più in classifica. Il fattore campo e il calore del pubblico granata potrebbero però rappresentare un vantaggio importante per il Toro. – dichiara Antonio Chiera giornalista di Corriere Torino e ADN24.IT – L’inizio di stagione della squadra di Baroni è stato tutt’altro che semplice: numerosi cambi nella rosa, un adattamento tattico obbligato e qualche infortunio di troppo, che ha influito in particolare sulla prima gara, quella nettamente persa contro l’Inter. Tuttavia, non si può giudicare severamente il Torino, se non per le sconfitte di Parma e quella interna con l’Atalanta, quest’ultima soprattutto deludente per come è arrivata. Ora la squadra affronta una serie di scontri diretti importanti: ha conquistato una vittoria sul Genoa, ottenuto un ottimo pareggio a Bologna con un pizzico di rammarico, contro un avversario decisamente più attrezzato. Domenica arriva il Pisa, che a mio avviso ha sempre giocato bene, fatta eccezione per qualche partita, in particolare la brutta sconfitta contro il Bologna. La sfida di domenica si prospetta molto equilibrata, quasi da “tripla”. Il Torino ha però la necessità di vincere per diversi motivi, mentre il Pisa non può permettersi passi falsi. Sarà sicuramente un incontro avvincente e pieno di tensione.”
Le due squadre si ritrovano dopo la Coppa Italia, sarà una gara diversa ovviamente. Come può battere e con quali armi il Pisa?
“Le due squadre fino a questo momento hanno dimostrato di voler giocarsi sempre tutta la posta in gioco, mettendo grande impegno in ogni partita. Il Pisa si presenta oggi come una squadra più spregiudicata e determinata ad osare, mentre il Torino beneficia di un leggero vantaggio, grazie al buon andamento nelle ultime gare e al fattore campo che gioca a suo favore. In una sfida così intensa e spigolosa, saranno gli episodi a fare la differenza e a decidere l’esito finale. Non ho la palla di vetro, ma mi aspetto un match molto aperto e combattuto da entrambe le formazioni.”
Il Toro avrà più ore di riposo, possono influire?
“A questi livelli, non sarà il riposo a fare la differenza, ma la grande voglia di vincere che le squadre metteranno in campo. Se poche ore di recupero fossero determinanti, vorrebbe dire che qualcosa non ha funzionato nella preparazione. Credo che la squadra di Baroni possa puntare tutto su una prima frazione molto intensa, per poi gestire il vantaggio e cercare di sfruttare eventuali errori degli avversari per chiudere definitivamente la partita nella ripresa.”
Cosa manca al Torino per essere una squadra europea:
“In questi vent’anni di presidenza Cairo, il Torino ha sempre puntato a mantenere la categoria e a tenere i conti in ordine, consapevole però degli errori commessi e della continua cessione di molti giocatori chiave. Questo approccio ha garantito stabilità ma ha impedito il tanto atteso salto di qualità, un traguardo che la piazza richiede ma che finora non è mai stato davvero perseguito dalla società. Il Patron Cairo ha scelto di non sperperare risorse inutilmente, anche se ciò significa rinunciare a rincorrere obiettivi che oggi per il Torino risultano ancora lontani, per ragioni ben note ma mai completamente accettate: alzare realmente “l’asticella”. È una scelta imprenditoriale pragmatica, basata sulla volontà di evitare rischi e mantenere la squadra in Serie A senza compromettere la stabilità finanziaria.
La storia parla chiaro: se smonti sistematicamente la squadra costruita anno dopo anno, è impossibile puntare a qualcosa di più alto. Dopo vent’anni, la classifica del Torino è stabilmente nella zona dal decimo posto in giù, mentre ci sono squadre più attrezzate per competere in Europa. I tifosi lo sanno e, sebbene con fatica e proteste continue, si sono in parte rassegnati alla situazione. Fino ad oggi nessun imprenditore si è fatto avanti per cambiare pagina; forse, in questo momento, è più sicuro restare in questo “limbo” stabile che rischiare un possibile naufragio in Serie B. Tornare indietro sarebbe un duro colpo per la tifoseria e per la città, che meritano invece altra serenità e continuità.”


