Formula 1 – Interlagos – Lando Norris vince in Brasile, nel circuito di Interlagos, con maestria e stoffa da campione.
Interlagos non è mai una gara come le altre. È un’arena che spoglia la Formula 1 di ogni artificio e mostra chi davvero merita di stare davanti.
E anche quest’anno, il Gran Premio del Brasile ha mantenuto fede alla sua reputazione: una corsa cruda, imprevedibile, dove la lucidità vale più della potenza e il talento più della macchina.
Lando Norris ha corso come un veterano che non ha più bisogno di dimostrare nulla.
Partito dalla prima fila, ha gestito la pressione con la calma di chi sa di avere in mano la gara. Nessuna sbavatura, nessuna esitazione nelle fasi più caotiche, solo una precisione chirurgica in ogni staccata.
Il suo passo gara è stato costante e implacabile: quando gli altri faticavano a trovare ritmo, lui sembrava danzare con il circuito. Non ha solo vinto, ha comandato, e lo ha fatto con quella freddezza che trasforma un pilota talentuoso in un leader vero.
Dietro di lui, Kimi Antonelli ha dato forse la prova più matura della sua giovane carriera.
In un tracciato che non perdona, il ragazzo ha corso con la testa di un veterano: attento, lucido, pronto a cogliere ogni occasione. Ha difeso, ha attaccato quando serviva, e soprattutto non si è fatto schiacciare dalla pressione di chi aveva più esperienza di lui.
Arrivare secondo a Interlagos, in una gara così imprevedibile, vale quasi quanto una vittoria. È stato il suo vero esame di Formula 1, e lo ha superato.
Max Verstappen ha vissuto un weekend difficile, segnato da una partenza complicata e una vettura non perfetta sul passo. Ma la sua rimonta è stata un piccolo capolavoro di aggressività e controllo. Ha saputo sfruttare ogni spiraglio, ogni errore altrui, e ha mostrato che la fame di vincere non si misura solo dal gradino più alto del podio.
Il terzo posto per lui non è una sconfitta, ma un promemoria: anche quando la macchina non brilla, il campione resta campione.

Per Ferrari e Russell, il GP di San Paolo è stato un colpo duro.
Leclerc e Hamilton sono usciti anzitempo da una gara che avrebbe potuto restituire fiducia. I ritiri, nati da errori e contatti, hanno mostrato quanto la tensione di fine stagione possa pesare sulle decisioni in pista. Il quarto posto nella classifica costruttori, conferma il reale potenziale della vettura. Russell, invece, non avrà preso bene arrivare dietro al giovane compagno di scuderia, ma per lui questo weekend è stata dura già dal venerdì, mentre Antonelli aveva quel passo in più che ha fatto la differenza.



