Stagioni di magia, eleganza e trofei. È questo il riassunto della straordinaria avventura di Rui Costa con la maglia della Fiorentina, il trequartista portoghese che ha fatto sognare i tifosi viola dal 1994 al 2001, diventando prima leader tecnico e poi, dopo l’addio di Batistuta, il capitano indiscusso.
L’approdo di Rui Costa a Firenze fu un colpo di mercato notevole: nel 1994, dopo essere stato a un passo dal Barcellona, il portoghese si trasferì in Italia per la cifra di 11 miliardi di lire. Fu subito amore tra il fantasista e la città.
I primi successi non tardarono ad arrivare:
Coppa Italia 1996: Rui Costa fu determinante. Contribuì alla conquista del trofeo con 2 gol e numerosi assist, dimostrando fin da subito una visione di gioco superiore.
Supercoppa Italiana 1996: Pochi mesi dopo, un altro trionfo. I viola vinsero la Supercoppa superando il Milan a San Siro per 2-1, un altro sigillo che arricchì il palmares in quel biennio d’oro.La sua costanza e la sua capacità di disegnare calcio lo resero un pilastro imprescindibile. Nella stagione 1998-1999, Rui Costa brillò con 10 gol (secondo miglior marcatore della squadra), contribuendo in modo decisivo al raggiungimento del terzo posto in campionato, un risultato prestigioso.
L’esperienza portò la Fiorentina anche in Europa: nel 2000, il Mago disputò la Champions League, segnando 2 gol in 14 presenze e dimostrando di poter competere con i migliori del continente.
Con l’addio di Gabriel Batistuta, l’eredità pesante della fascia da capitano passò sulle spalle di Rui Costa. Da capitano, il portoghese dimostrò tutto il suo attaccamento e la sua leadership, sollevando l’ultimo trofeo della sua era viola: la Coppa Italia del 2001.L’avventura fiorentina si concluse proprio dopo quel trionfo. Nel 2001, di fronte alla pesante situazione debitoria del club, la società fu costretta a cedere il suo gioiello. Rui Costa si trasferì al Milan, un trasferimento doloroso per i tifosi, ma necessario per tentare di sanare i bilanci.
Il suo addio segnò la fine di un’epoca. Rui Costa lasciò la Fiorentina con il ricordo indelebile di un giocatore che, con la sua classe e la sua visione, ha portato la squadra a competere ad altissimi livelli, conquistando due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Un vero Mago, il cui ricordo è ancora vivo nel cuore di ogni tifoso gigliato.


