“Maradona – La Mano de Dios”, diretto da Marco Risi nel 2007, è una pellicola sempre attuale che offre uno sguardo intimo e appassionato sulla vita di Diego Armando Maradona, interpretato intensamente da Marco Leonardi.
Il film è una carrellata emozionante che ripercorre l’intera parabola del campione, dal campo alla vita privata, rivelando la complessa umanità dietro il mito.
La narrazione inizia a Villa Fiorito, dove si sottolinea l’origine umile di Diego e l’amore puro per il calcio. Il film evidenzia come il suo talento straordinario, unito al sacrificio, lo abbia portato dalle giovanili dell’Argentinos Juniors e dal Boca Juniors alla fama mondiale. L’amore con Claudia Villafañe (interpretata da Julieta Díaz) è un altro pilastro centrale della sua ascesa.
Dopo i goal che fanno il giro del mondo, arriva la chiamata del Barcellona, l’inizio dell’avventura europea dove, però, si manifestano anche i primi eccessi extra-calcistici.
Il capitolo cruciale è, ovviamente, Napoli. La città partenopea diventa teatro della sua consacrazione sportiva, dove Diego, grazie alle vittorie, è eletto a Re incontrastato dal popolo.
Il film esplora anche i rapporti chiave della sua carriera. Viene dato spazio a Jorge Horacio Cysterpiller, il primo Manager e amico fidato di Diego, e successivamente a Guillermo Coppola, figura importante della vita argentina che diventerà suo Manager a Napoli. Il rapporto con Coppola viene descritto come un’amicizia lavorativa fatta di successi, ma anche di eccessi che hanno segnato la vita privata del campione.
“Maradona – La Mano de Dios” è un’opera ricca di contenuti: mostra il genio calcistico in campo, le meraviglie compiute in Messico, la preparazione per USA ’94 e, parallelamente, il lato oscuro fatto di fragilità e scandali.
Un ritratto complesso e mai banale di un personaggio irripetibile: semplicemente Diego Armando Maradona.


