Napoli, demolita l’ultima Vela a Scampia: nuovi alloggi possibili ma servono fondi regionali


Il progetto Restart Scampia entra in una fase cruciale con l’abbattimento della Vela Rossa, simbolo di un passato difficile e tassello fondamentale della rigenerazione del quartiere. Il piano attuale prevede 20 edifici – molti già in costruzione – per 433 nuovi alloggi. Ma durante le demolizioni e gli scavi, il sindaco Gaetano Manfredi ha annunciato una novità: «C’è spazio per un centinaio di case in più». Realizzarle, però, richiederebbe circa 50 milioni di euro che il Comune oggi non può garantire.

Il siparietto con Fico

Ieri, mentre visitava il cantiere con il governatore Roberto Fico, Manfredi ha mostrato sul cellulare il rendering aggiornato del progetto: «Vedi questi edifici gialli? Sono le nuove case. La Regione deve aiutarci a finanziarle». Tra sorrisi e battute, Fico ha assicurato apertura: «La Regione sarà al fianco delle grandi rigenerazioni urbane. Napoli deve rinascere attraverso progetti condivisi e ascolto dei cittadini». Un impegno accolto positivamente anche dal prefetto Michele Di Bari, presente alla visita.

Ricostruzione accelerata

La vicesindaca e assessora all’Urbanistica Laura Lieto sottolinea il valore storico del momento: «Oggi cade l’ultima Vela di Scampia, un percorso iniziato nel 1997». Alle loro spalle, il primo dei cinque nuovi edifici è già visibile: ospiterà 170 alloggi che saranno consegnati entro la fine del 2026. Entro il 2027, invece, verranno completate tutte le strutture previste: oltre 500 case, un civic center, una scuola e un’ampia area verde riqualificata, per un investimento complessivo di 156 milioni di euro.

Lieto evidenzia la determinazione dell’amministrazione: «Il Comune ha dato una grande accelerazione ai lavori. La comunità, oggi diffusa in tutta la città metropolitana, vuole tornare a Scampia: questa è la nostra spinta più forte».

Il tour nel cantiere

Manfredi e Fico hanno visitato anche una palazzina vicino alla Vela Celeste, dove i primi piani sono quasi ultimati. Durante il tour hanno dialogato con residenti e comitati, confrontandosi sulle esigenze del quartiere. Per il sindaco, la rinascita urbana passerà non solo dalle nuove case, ma anche dall’economia locale: «Serve favorire l’arrivo di nuovi commercianti, prevedendo agevolazioni fiscali per chi apre attività a Scampia».

Gli edifici del futuro

Il progetto rivisto punta su edifici a basse emissioni, con soluzioni che massimizzano l’efficienza energetica grazie a fonti rinnovabili e componenti passive. L’obiettivo è arrivare all’autosufficienza energetica e offrire abitazioni sostenibili e moderne.

I piani terra saranno spazi multifunzionali: luoghi aperti al quartiere per assemblee, studio, coworking e gestione condivisa degli ambienti condominiali. Una nuova idea di vicinato che punta a ricostruire comunità e relazioni.

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