Nuovi affreschi riemergono nella Villa di Poppea a Oplontis


Nuove porzioni decorative stanno riaffiorando nella Villa di Poppea a Oplontis, dove gli archeologi stanno lavorando nel celebre salone della Maschera e del Pavone. Le ultime indagini hanno riportato alla luce affreschi con pavoni, maschere teatrali e dettagli finora sconosciuti del raffinato apparato pittorico di II stile.

Valorizzazione del sito

Lo scavo, avviato per chiarire la configurazione del settore ovest della villa e affrontare alcune criticità conservative, rappresenta anche un passaggio chiave per la futura connessione con lo Spolettificio Borbonico, destinato a ospitare spazi museali. Secondo Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico di Pompei, l’intervento consentirà di definire meglio la planimetria degli ambienti e di mettere in evidenza nuove sezioni decorate.

Affreschi eccezionali

Tra i ritrovamenti spiccano l’immagine completa di una pavonessa, speculare al pavone maschio già visibile in un’altra porzione del salone, e frammenti con una maschera della Commedia Atellana, identificata come il personaggio di Pappus. Interessanti anche i resti di un tripode dorato inscritto in un oculus, raffigurazione in dialogo con un tripode bronzeo decorante una parete vicina.

Giardino e calchi

Lo scavo ha inoltre permesso di ricavare calchi di alberi del giardino, conservati nella loro disposizione originale. L’assetto sembrerebbe richiamare schemi noti nelle domus pompeiane, e potrebbe aver ospitato specie come l’olivo, già documentate in aree attigue.

Nuovi ambienti individuati

Sono emersi anche quattro nuovi locali, che si aggiungono ai 99 già conosciuti. Tra questi, un ambiente absidato riconducibile probabilmente all’area termale. Il rinvenimento di un paleoalveo — antico corso d’acqua stagionale — offre inoltre elementi utili a comprendere l’evoluzione del paesaggio successiva all’eruzione del 1631.

Restauro dei cubicola

Parallelamente allo scavo procede il restauro di due cubicola decorati con stucchi, mosaici e affreschi di straordinaria raffinatezza, caratterizzati da pigmenti pregiati come il blu egizio. L’intervento mira a restituire piena leggibilità alle superfici pittoriche, compromesse da degrado e vecchi restauri. Gli ambienti mostrano decorazioni in II e III stile, con finti marmi, architetture illusionistiche, motivi floreali e volti di paesaggio sulle lunette.

Decorazioni recuperate

Con la rimozione dei materiali alterati e la pulitura delle superfici, i colori originali stanno riemergendo con sorprendente nitidezza. Sono stati recuperati anche i calchi in gesso delle imposte, contenenti residui lignei autentici. I primi risultati, pubblicati sull’e-journal degli scavi di Pompei, confermano l’eccezionalità del complesso.

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