Ci sono sfide che, indipendentemente dalla categoria o dalla posta in palio, sembrano scritte da uno sceneggiatore amante del brivido. Cesena-Juve Stabia è diventata ufficialmente una di queste. Quando il bianconero della Romagna incontra il gialloblù delle “Vespe”, lo spettacolo al Manuzzi è una certezza matematica, una tradizione che si rinnova tra battaglie agonistiche e giocate d’alta scuola.
Il filo rosso che lega queste due squadre è lunghissimo. Dalla battaglia in Supercoppa, che vide il Cesena trionfare in una sfida di nervi e tattica, gara terminata 2-2 ma il trofeo andò ai bianconeri, fino al confronto di pochi mesi fa in campionato, la musica non cambia: ritmi forsennati, stadio caldo e un equilibrio sottile pronto a rompersi al primo soffio di vento. La sfida di ieri è stata solo l’ultimo, folle capitolo di questa saga.Il pareggio finale racconta solo una parte della storia. In campo è successo di tutto e le emozioni non sono mancate. Goal, var, un rosso a Bastoni, un salvataggio importante di Pierobon, una paratissima di Confente i voli del sul collega Klinsmann che ha negato il bottino pieno alla squadra di Ignazio Abate. Nell’ultimo precedente a marzo con la vittoria dei ragazzi di Pagliuca anche sono succese cose interessanti come le parate di Thiam, un Klinsmann non proprio perfetto, le magie dei bomber Adorante e Shpendi.
Quando il triplice fischio ha sancito l’1-1, la sensazione generale era quella di aver assistito a qualcosa di più di una semplice partita di calcio. È stato un concentrato di tutto ciò che rende questo sport unico: cuore, polemiche, tecnica e quel pizzico di follia che accompagna ogni scontro tra queste due realtà.Cesena e Juve Stabia si salutano con un punto a testa, ma con la consapevolezza di aver onorato, ancora una volta, una sfida che sta diventando un piccolo “classico” del torneo cadetto. Lo spettacolo è stato garantito; l’appuntamento, ora, è già fissato per la prossima, inevitabile battaglia.


