Maradona in Messico: La recensione della serie Netflix da non perdere


Diego Armando Maradona non è mai stato solo un calciatore o un allenatore; è stato un generatore di sogni, un uomo capace di spostare l’asse del mondo ovunque poggiasse i piedi. La sua incredibile avventura alla guida dei Dorados de Sinaloa, raccontata in un docufilm imperdibile su Netflix, ne è la prova definitiva.

Culiacán Rosales è una città di contrasti. Capitale dello stato di Sinaloa con i suoi 800.000 abitanti, è tristemente nota alle cronache mondiali per essere stata la roccaforte di “El Chapo”, cuore pulsante del narcotraffico. Ma in questo scenario difficile, nel 2018, accade l’impensabile: il Presidente dei Dorados annuncia che il nuovo allenatore della squadra sarà lui, il Pibe de Oro.

Diego torna così in quel Messico che lo aveva già incoronato Dio del calcio nel 1986. Trova una squadra depressa, ultima nella Serie B messicana, con una tifoseria che ha ormai smesso di sperare.

Un centro di gravità permanente

L’impatto di Maradona è sismico. Diego non si limita a dirigere dalla panchina: diventa un Re, un fratello maggiore, un generale d’armata. Trasforma i Dorados in un “centro di gravità permanente”, attirando l’attenzione dei media mondiali su una piccola realtà di provincia. Il documentario ci mostra un Maradona inedito e autentico:

  • L’Umanità: Lo vediamo ballare e cantare negli spogliatoi con i suoi ragazzi, creando un legame che va oltre il calcio.

  • La Passione: Un leader che non accetta la sconfitta, che litiga con gli arbitri per difendere i suoi colori, ma che è sempre il primo a regalare un sorriso o un abbraccio ai tifosi.

  • Il Riscatto: Sotto la sua guida, i “calciatori-soldati” lo seguono in ogni battaglia, trasformando una stagione fallimentare in un’epopea sportiva che sfiora il miracolo della promozione.

Perché vederlo?

La serie disponibile su Netflix è un appuntamento obbligatorio non solo per i fans del Napoli o dell’Argentina, ma per chiunque ami le storie di riscatto umano. È un racconto pieno di sfumature, che spoglia l’icona e ci restituisce l’uomo: fragile, potente, magnetico e, soprattutto, mai banale.

Cosa state aspettando? Immergetevi nell’ultimo grande ballo di Diego. Ammirate l’uomo che ha regalato emozioni e gioie anche a questo popolo.

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