Il 1985 non è stato solo l’anno dei grandi successi rock e delle giacche con le spalline; è stato l’anno in cui il mondo ha conosciuto Marty McFly e la DeLorean di Doc Brown. Ritorno al Futuro, diretto da Robert Zemeckis, non è solo un film di fantascienza: è una riflessione profonda sul destino, la famiglia e le seconde occasioni.
Una vita in stallo
La storia inizia a Hill Valley, dove Marty è un diciassettenne con il sogno di diventare una rockstar. La sua realtà, però, è deprimente: un padre, George, succube del prepotente Biff Tannen; una madre, Lorraine, infelice e alcolizzata; e una famiglia senza prospettive. Il suo unico rifugio è l’amicizia con lo stravagante scienziato Emmett “Doc” Brown, che lo coinvolge nel test di una macchina del tempo alimentata a plutonio.
Il salto nel 1955: un errore fatale
A causa di un attacco terroristico libico in cui Doc viene apparentemente ucciso, Marty fugge a bordo della DeLorean, attivando inavvertitamente il viaggio temporale. Si ritrova catapultato nel 5 novembre 1955, un’epoca di milkshake e canzoni melodiche, ma commette un errore imperdonabile: impedisce il primo incontro tra i suoi genitori.
Il paradosso è servito: Lorraine si innamora di lui anziché di George. Marty inizia letteralmente a svanire dall’esistenza e deve trovare il modo di far innamorare i suoi futuri genitori prima che sia troppo tardi.
Il fulmine e il riscatto
Collaborando con la versione giovanile di Doc, Marty organizza un piano audace. Per tornare nel 1985 senza plutonio, dovrà canalizzare la potenza di un fulmine (che sa colpirà l’orologio della città) direttamente nei circuiti della DeLorean. Nel frattempo, riesce a trasformare il timido George McFly in un uomo capace di reagire ai soprusi di Biff, salvando così non solo il proprio futuro, ma la dignità di suo padre.
Un nuovo presente
L’epilogo è un trionfo narrativo. Tornato nel 1985, Marty scopre che le sue azioni nel passato hanno riscritto la storia:
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George McFly è ora un autore di successo e un uomo sicuro di sé.
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Biff è ridotto a un umile servitore della famiglia.
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Doc Brown è vivo, avendo letto la lettera d’avvertimento lasciatagli da Marty nel passato.
Il film si chiude con una promessa di nuove avventure: Doc ritorna dal futuro a bordo di una DeLorean ora volante, pronto a portare Marty e la fidanzata Jennifer nell’anno 2015. Perché, come dice Doc in una delle battute più celebri del cinema: “Strade? Dove andiamo noi non ci servono strade!”


