Il 2025 rimarrà scolpito nella memoria dei tifosi gialloblù come l’anno della definitiva consacrazione. Una cavalcata trionfale che ha visto la Juve Stabia non solo confrontarsi con i giganti del calcio italiano, ma farlo con una grinta e un’identità che hanno reso il “Romeo Menti” un fortino inespugnabile.
Il successo è partito dalle mani sicure dei suoi portieri. Se la prima parte dell’anno ha visto Demba Thiam volare da un palo all’altro, confermandosi un gigante insuperabile, l’arrivo di Alessandro Confente ha garantito continuità e prodezze straordinarie. Due stili diversi, ma un unico obiettivo: blindare la porta stabiese nei momenti più caldi della stagione.
Il DNA di questa squadra è passato per la solidità di un gruppo che non ha mai mollato un centimetro. Marco Bellich e Marco Ruggero sono stati i pilastri di una difesa d’acciaio, capaci di murare ogni attacco avversario, mentre a centrocampo la classe di Giuseppe Leone e l’inesauribile energia di Christian Pierobon hanno dettato i ritmi del gioco, trasformando ogni recupero palla in un ruggito della Curva Sud.
Uomini Jet: Ali che Scivolano sul Vento
Sulle fasce, il 2025 è stato l’anno degli esterni infaticabili. Una staffetta continua tra spinta offensiva e ripiegamenti difensivi: dalla spinta costante di Romano Floriani Mussolini e la freschezza di Fortini, fino alla qualità tecnica di Cacciamani e alla solidità di Carissoni. Frecce che hanno squarciato le difese avversarie, regalando cross preziosi e chilometri di corsa.
Adorante e Candellone: I Re dell’Area
Davanti, la musica è stata una sola: il goal. Andrea Adorante ha vissuto un 2025 magico, timbrando il cartellino con una regolarità impressionante e trascinando la squadra a suon di reti pesanti. Accanto a lui, l’uomo simbolo: Leonardo Candellone. Capitano e lottatore instancabile, Candellone ha incarnato lo spirito di Castellammare, sacrificandosi per i compagni e facendosi trovare pronto nei momenti decisivi, come nella fondamentale vittoria contro il Mantova.
I Re della panchina
il 2025 ha vissuto un passaggio di testimone storico. L’anno è iniziato sotto il segno di Guido Pagliuca, l’architetto del miracolo che ha plasmato un gruppo granitico capace di sognare in grande. A giugno, il testimone è passato a Ignazio Abate, che con umiltà e idee moderne ha saputo dare nuova linfa al progetto, mantenendo intatta la cattiveria agonistica delle Vespe.
Il 2025 si chiude con l’immagine di una città in festa e di una squadra che ha dimostrato di poter stare nell’élite del calcio con merito. La Juve Stabia non è più una sorpresa: è una realtà che continua a pungere.


