Dimenticate il mantello di Dracula o il romanticismo edulcorato degli anni 2000. La serie Interview with the Vampire di AMC non è solo un reboot del celebre film del 1994, ma una reinvenzione viscerale, spietata e profondamente umana del mito vampiresco.
Se cercate una storia che parli di amore tossico, identità e il peso insostenibile dell’immortalità, siete nel posto giusto.
La premessa è nota, ma il ritmo è nuovo. Nel presente (Dubai, 2022), un invecchiato giornalista Daniel Molloy incontra nuovamente il vampiro Louis de Pointe du Lac per una seconda intervista. Louis vuole raccontare la “verità” sulla sua vita nella New Orleans del primo Novecento, sulla sua trasformazione per mano del carismatico e crudele Lestat de Lioncourt e sulla creazione della loro “figlia” immortale, Claudia. Senza dimenticare l’enigmatico Armand.
Con la conclusione della seconda stagione (che copre la parte parigina del primo libro e introduce il leggendario Théâtre des Vampires), la serie ha raggiunto vette di scrittura rarissime nel genere horror-drama. Non è solo una storia di vampiri: è una riflessione su come la memoria altera la verità e su quanto siamo disposti a perdonare a chi amiamo.


