Siracusa Calcio – Un momento difficile per Siracusa fatto di dubbi e incertezze, arriva un passo avanti della politica siracusana per regalare ai tifosi la Coppa Italia del ’79
Ordinata lo scorso anno dalla società del Siracusa Calcio e mai ritirata, la riproduzione della Coppa Italia del ’79 potrebbe finalmente arrivare grazie all’interessamento in sede di Consiglio Comunale e alla disponibilità di un’azienda specializzata nella riproduzione di trofei.
Lo fa sapere attraverso un comunicato la nota figura della politica siracusana, Ciccio Midolo, tramite il suo canale social:
“In questi giorni in cui il Siracusa Calcio vive un momento delicato, tra attese e timori, c’è una notizia che merita di essere raccontata. Una notizia che tocca la memoria, l’identità e l’orgoglio di chi porta questa maglia nel cuore.
Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale dedicata all’approvazione del bilancio, è stato approvato l’emendamento che permette finalmente di compiere quel passo rimasto incompiuto per mesi: il ritiro e la consegna della riproduzione ufficiale della Coppa del 1979.
Sì, perché la Coppa – richiesta dalla società quasi un anno fa – esiste già. È stata realizzata, ma mai ritirata fino ad oggi, come quei sogni che restano in silenzio in un angolo ad aspettare il momento giusto.
Da tifoso, ho sempre sentito che quella Coppa dovesse tornare a casa.
Non per fare scena, ma per ricordarci chi siamo.
Un trofeo non è un oggetto: è memoria collettiva, è storia che non si spegne, è appartenenza che attraversa le generazioni.
Oggi, grazie al passaggio istituzionale compiuto in Consiglio Comunale e alla disponibilità di un’azienda specializzata nella riproduzione di trofei, Siracusa potrà finalmente riabbracciare il simbolo che portava il suo nome nel calcio italiano.
Ed è giusto che quella Coppa, una volta ritirata, venga custodita e mostrata ai tifosi nel Palazzo di Città, perché la storia appartiene alla comunità e deve poter essere vista, toccata, sentita.
E forse è bello così:
che il 2026 non inizi solo con ansie e dubbi, ma anche con un segnale.
Un segnale che dice, forte e chiaro:
la nostra storia torna. E noi la riprendiamo in mano.”


