Non è solo un film di gangster; è una riflessione filosofica sul tempo che passa, sull’amicizia tradita e sull’amore perduto. Sergio Leone abbandona la polvere del West per le strade di New York, seguendo l’ascesa e la caduta di Noodles (Robert De Niro) e Max (James Woods).
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Il Tempo come Protagonista: Il film si muove su tre piani temporali (gli anni ’20, gli anni ’30 e il 1968) che si intrecciano come in un labirinto mentale. La transizione attraverso lo squillo del telefono o lo sguardo di De Niro allo specchio è pura poesia cinematografica.
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Robert De Niro (Noodles): Qui De Niro offre una delle sue prove più mature. Il suo Noodles è un uomo violento ma profondamente tragico, intrappolato in un passato che non può cambiare e in un presente che non riconosce più.
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La Musica di Ennio Morricone: È impossibile pensare al film senza il tema di Deborah o il brano del Pan di Zucchero. La colonna sonora non accompagna le immagini, le crea, dando voce alla nostalgia che permea ogni scena.
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Lo Sguardo Finale: Il film si chiude con il celebre sorriso di De Niro in una fumeria d’oppio. È tutto vero o è solo un sogno indotto dalla droga? Un enigma che ancora oggi affascina milioni di spettatori.


