Un nuovo scossone politico travolge Torre Annunziata, dove tornano gli ispettori della Prefettura a poco più di un anno dallo scioglimento per camorra del 2022. Una decisione che riapre ferite ancora vive e rimette il Comune sotto osservazione.
Ritorno degli ispettori
Il prefetto di Napoli Michele Di Bari, su mandato del ministro dell’Interno, ha disposto l’arrivo di una Commissione di indagine incaricata di verificare l’eventuale presenza di tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nell’amministrazione. La comunicazione ufficiale è stata sintetica e non contiene dettagli sulle aree specifiche oggetto di verifica.
Accesso di tre mesi
L’attività ispettiva avrà una durata iniziale di tre mesi, con la possibilità di una sola proroga di altri tre. Un meccanismo già conosciuto dal Comune torrese, che nel recente passato ha attraversato anni complessi segnati prima dalla commissione del 2015 e poi dal lungo commissariamento successivo allo scioglimento del 2022.
La reazione del sindaco
Il sindaco Corrado Cuccurullo ha definito la notizia «una ferita per la città», sottolineando però come la presenza dei commissari possa rappresentare un momento per “fare chiarezza una volta per tutte”. Sul piano personale ammette amarezza, mentre su quello istituzionale parla di un’occasione per confermare la trasparenza dell’amministrazione. Ricorda inoltre il peso delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto funzionari e amministratori del passato e il clima scoraggiante che da anni grava sulla comunità.
Un colpo all’immagine
Cuccurullo non nasconde la preoccupazione per l’impatto reputazionale: «È un colpo che alimenta sfiducia e rassegnazione». Una condizione che, secondo il primo cittadino, rappresenta uno dei principali ostacoli alla rinascita di Torre Annunziata. Nonostante ciò, ribadisce la serenità dell’Ente e la volontà di collaborare pienamente con i commissari inviati dalla Prefettura.


