La grazia di Paolo Sorrentino la trama


La grazia è il film ci Paolo Sorrentino con protagonista Toni Servillo

Nella Roma odierna, il mandato del Presidente della Repubblica Mariano De Santis volge al termine. Soprannominato “Cemento Armato” per la sua inflessibilità e un immobilismo che rasenta il rigore dogmatico, De Santis è un ex giurista, vedovo e profondamente cattolico. La sua vita è scandita dalla presenza della figlia Dorotea, anch’ella giurista, e dal fedele colonnello Labaro. L’unico spiraglio di leggerezza è rappresentato dalle cene con Coco Valori, un’esuberante critica d’arte e amica di vecchia data che incarna l’esatto opposto del suo carattere austero.

Tuttavia, il privato del Presidente è tormentato dal ricordo della moglie Aurora e da un tradimento consumato quarant’anni prima; un segreto di cui solo Coco conosce la verità, ma che si ostina a non rivelare.

I dilemmi del Semestre Bianco

Con l’inizio del semestre bianco, De Santis si ritrova paralizzato da tre nodi morali e legali:

La firma di una legge controversa sulla legalizzazione dell’eutanasia.

La richiesta di grazia per Isa Rocca, che ha ucciso il marito violento.

La richiesta di grazia per il professor Cristiano Arpa, che ha praticato l’eutanasia sulla moglie malata di Alzheimer.

Mentre il Ministro della Giustizia Ugo Romano preme per la grazia a Isa Rocca (nipote della sua compagna) e cerca l’appoggio di Mariano per la successione al Colle, il Presidente tentenna. Il sospetto che Ugo sia stato l’amante di Aurora lo logora, nonostante le smentite di Coco.

Il conflitto tra Legge e Coscienza

Dorotea, incuriosita dal caso Rocca, visita la donna in carcere. Isa non mostra pentimento: descrive l’omicidio come un atto di liberazione e “eutanasia” verso un uomo schiavo delle proprie ossessioni. Il caso scuote Dorotea, ma il Presidente continua a rimandare ogni decisione.

Anche sul fronte dell’eutanasia, De Santis è bloccato. Nemmeno il confronto con il Papa, suo amico personale, risolve i suoi dubbi. La crisi culmina con la malattia di Elvis, il suo cavallo preferito: il Presidente proibisce di abbatterlo in attesa di una decisione etica che non arriva mai, finché l’animale muore spontaneamente (o forse aiutato da un gesto misericordioso di Labaro).

La resa dei conti

Sentendosi messa da parte, Dorotea parte per il Canada. Rimasto solo, De Santis decide finalmente di agire. Incontra il professor Arpa, che si sta lasciando morire di fame in carcere. Durante il colloquio, il Presidente inizia a sospettare che il dolore dell’uomo sia una messinscena intellettuale, una strategia per ottenere una grazia non meritata.

Poco prima della scadenza del mandato, Mariano annuncia a Labaro le dimissioni anticipate per partecipare all’elezione del successore come Senatore a vita. Durante una serata alla Scala, tra l’ovazione del pubblico, Coco decide finalmente di liberarlo dal suo fantasma: confessa di essere stata lei stessa l’amante di Aurora.

L’ultimo atto

Tornato alla vita privata, De Santis concede un’intervista rivelatrice alla direttrice di Vogue. In un momento di estrema sincerità, annuncia di aver sciolto le riserve prima di lasciare l’incarico:

Ha firmato la legge sull’eutanasia, comprendendo che la vera “grazia” risiede nel coraggio di decidere nonostante l’incertezza.

Ha concesso la grazia a Isa Rocca, ritenendo il suo gesto autentico.

Ha negato la grazia a Cristiano Arpa, convinto che l’uomo non amasse davvero la moglie.

Mariano De Santis conclude così la sua parabola pubblica, portando con sé un ultimo, insolubile dubbio: se la confessione di Coco sia stata la verità o l’ultimo, estremo atto di pietà di un’amica.

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