Nel cuore del Napoli, a Ponticelli, si è consumata una tragedia familiare che ha spezzato per sempre la vita di Jlenia Musella, 22 anni. Un dramma esploso nel pomeriggio, all’interno della loro abitazione, dove Jlenia e il fratello Giuseppe, 25 anni, avevano condiviso sogni, difficoltà e una quotidianità segnata da fragilità sociali.
Lite degenerata in strada
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il confronto acceso tra i due fratelli è iniziato in casa, per poi proseguire sul marciapiede del quartiere. I residenti hanno raccontato di urla, spintoni e schiaffi, segni che Jlenia portava ancora sul volto quando ha tentato di allontanarsi. A pochi metri da casa, però, la situazione è precipitata: Giuseppe ha sferrato una coltellata alla schiena, rivelatasi mortale. La giovane ha provato a fuggire, lasciando dietro di sé una lunga scia di sangue repertata dalla Scientifica.
La corsa disperata in ospedale
Jlenia è stata sollevata e caricata in auto, raggiungendo il Pronto Soccorso dell’ospedale Villa Betania intorno alle 17. I sanitari hanno tentato di rianimarla con il defibrillatore, ma la ragazza era arrivata già in arresto cardiaco. Sul corpo sono state riscontrate ecchimosi, tumefazioni al volto e la profonda ferita che non le ha lasciato scampo. «Jlenia era già priva di vita. Abbiamo tentato invano di salvarla», ha riferito il personale medico, confermando che la polizia ha subito acquisito le immagini di videosorveglianza.
Fuga e resa del fratello
Dopo aver colpito la sorella, Giuseppe si è dato alla fuga, rendendosi irreperibile per diverse ore. Gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Ponticelli hanno rapidamente ricostruito la dinamica e avviato la ricerca. Intorno alle 22, il giovane si è presentato spontaneamente alla Questura di via Medina, dichiarando: «Sì, sono stato io». Un’ammissione pesantissima, accompagnata da un racconto confuso di litigi e incomprensioni che, questa volta, si sono trasformati in tragedia.


