Una giornata cruciale nelle indagini sulla morte di Jlenia Musella, mentre il fratello Giuseppe, 25 anni, resta accusato di omicidio volontario. Gli inquirenti, infatti, non ritengono credibile l’ipotesi della lite degenerata: secondo gli elementi raccolti finora, Giuseppe avrebbe intenzionalmente colpito la sorella.
Esami decisivi
In sede processuale a pesare saranno soprattutto i risultati dell’esame autoptico sul corpo di Jlenia Musella, che dovrà chiarire un nodo fondamentale: la ferita mortale è compatibile con un coltello lanciato da 6-8 metri oppure con un fendente inferto a distanza ravvicinata? Una distinzione che può cambiare drasticamente la ricostruzione dell’accaduto.
Perizia sul cane
Gli inquirenti hanno disposto anche una perizia sul cane di famiglia, per verificare se l’animale sia stato realmente colpito da un calcio, gesto che — secondo la versione resa dal ragazzo — avrebbe scatenato la reazione violenta. Stabilire cosa sia accaduto in quei secondi è determinante per comprendere la dinamica della tragedia.
Video e testimonianze
Sono state acquisite le immagini delle telecamere dell’ospedale Villa Betania, che dovrebbero confermare la presenza di Giuseppe nell’auto con cui la sorella è stata accompagnata d’urgenza al pronto soccorso. Nel frattempo, emerge che in casa, al momento della lite, ci sarebbe stata un’altra ragazza, potenziale testimone in grado di fornire elementi essenziali per definire la verità.
Convalida del fermo
Questa mattina il 25enne è comparso davanti al Gip per l’interrogatorio di convalida del fermo. Una tappa delicata, durante la quale la Procura potrebbe consolidare l’impianto accusatorio mentre la difesa tenta di smontare l’ipotesi dell’omicidio volontario, insistendo sulla ricostruzione dell’incidente nato da un litigio familiare.


