Lo scienziato italiano Antonino Zichichi, recentemente scomparso nella sua casa di Losanna, nacque a Trapani nel 1929 e si laureò in fisica all’Università di Palermo, avviando presto una grande carriera, che lo portò nei principali centri di ricerca mondiali. È stato uno scienziato che, pur criticando il creazionismo, sosteneva l’esistenza di una dimensione trascendente compatibile con le reali scoperte scientifiche.
In particolare Zichichi, sostenitore naturalmente del metodo scientifico, riteneva comunque che le prove dell’evoluzione delle specie viventi non fossero sufficienti a spiegare integralmente l’origine e la complessità della vita attraverso i soli meccanismi dell’evoluzione biologica.
Il concetto di complessità irriducibile
Lo scienziato siciliano espresse posizioni riconducibili al cosiddetto concetto di “complessità irriducibile”, secondo cui alcune strutture biologiche presenterebbero livelli di complessità così elevati da richiedere la comparsa simultanea di più componenti funzionali.
Questo concetto è stato respinto da parte della comunità scientifica, che considera il disegno intelligente come una riduzione scientifica, una sorta di pseudoscienza. Invece Zichichi affermava come non vi fosse contraddizione tra le autentiche scoperte scientifiche e l’esistenza di un Dio Creatore o comunque di un disegno intelligente.
Tra le sue numerose opere va ricordata a questo proposito quella intitolata “Tra fede e scienza. Da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI”. Zichichi definiva Papa Wojtyla come il più grande amico che la scienza avesse mai avuto e intrattenne con lui, dal punto di vista umano, un rapporto intenso e prolungato nel tempo, all’insegna della stima reciproca.
Il rapporto con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI
Infatti Papa Giovanni Paolo II gli dimostrò questa considerazione parlandone pubblicamente nel dicembre del 2004, in uno dei suoi ultimi discorsi ufficiali ai membri della “World Federation Scientists”, all’epoca guidata proprio da Zichichi.
La speciale sintonia tra lo scienziato e il Papa polacco è stata fondamentale nel percorso di revisione storica del caso Galilei e ha portato all’elaborazione del concetto di volontariato scientifico, promosso da entrambi, per evidenziare la necessità che la scienza venga messa a servizio dei poveri e del mondo della natura.
Zichichi è stato anche uno strenuo sostenitore del pensiero del pontefice Joseph Ratzinger, specialmente riguardo al ruolo della ragione, definendo Papa Benedetto XVI come il più fedele e convinto sostenitore dell’opera di Giovanni Paolo II nel promuovere il ruolo e il contributo della scienza all’interno della cornice di collaborazione tra fede e ragione.
Il caso La Sapienza e la difesa della fede
Sia per Zichichi che per Papa Ratzinger, il fatto che la scienza sia figlia di un “atto di fede” si può verificare dalle leggi razionali che regolano il mondo.
Va ricordata negli annali della storia la difesa pubblica che Antonino Zichichi fece di Papa Benedetto XVI, quando nel 2008 una protesta di alcuni docenti gli impedì di prendere la parola all’Università La Sapienza di Roma, portando di fatto all’annullamento della visita papale.
Pochi mesi dopo l’evento, partecipando a un Congresso Internazionale organizzato dalla Pontificia Università Lateranense sul decimo anniversario dell’enciclica Fides et Ratio di Giovanni Paolo II, Zichichi si richiamò in maniera implicita proprio al magistero di Benedetto XVI, sostenendo come non esista alcuna scoperta scientifica che possa essere usata per negare l’esistenza di Dio.
L’esperienza politica in Sicilia
In una intervista su Libero, Zichichi si espresse sulla sua breve esperienza amministrativa nel governo della Regione Sicilia, affermando di aver elaborato nella politica siciliana alcuni progetti concreti. Zichichi ricorda in particolare quello riguardante il filosofo e collega scienziato del passato, Archimede, per restituire la sua storia al patrimonio identitario dell’isola.
Il presidente della giunta regionale Crocetta lo volle come assessore e lo scienziato dichiarò che fu una proposta a sorpresa che accettò, perché, nella telefonata in cui lo invitava a far parte della sua squadra di governo, Crocetta parlò della necessità assoluta di “far voltare pagina alla Sicilia”.
Ma il bilancio finale del governo del presidente Crocetta Zichichi non lo ritenne così innovativo e, nell’intervista, lo scienziato ricordò la sua amicizia con Berlusconi e la stima verso il ministro Angelino Alfano, fatto che indica la sua simpatia verso il centrodestra più che verso il centrosinistra.
La frase simbolo: politica più complessa della fisica
Antonino Zichichi però ha soprattutto dichiarato come, per voltare pagina in Sicilia seriamente e concretamente – e quindi non a parole – l’unica ricetta possibile fosse mettere assieme tutte le migliori forze politiche di destra e sinistra e pensare esclusivamente al bene della regione.
Quello di Zichichi andava inteso come un auspicio e non come una volontà di una sua nuova discesa in campo, perché lo scienziato specificò il concetto con questa espressione, che ho voluto adoperare come titolo di questo articolo: “La politica, anche quella siciliana, è più complessa della fisica subnucleare”.
La giunta Crocetta e le controversie
Crocetta comunque ebbe il merito di aver inserito nel governo siciliano l’arte e la scienza, dichiarando come, in assoluta libertà, avesse fatto la giunta dei sogni.
L’ex presidente Crocetta, a distanza di anni, ha riconosciuto all’Udc di Gianpiero D’Alia – che sarebbe diventato poi ministro della Funzione Pubblica – e allo stesso Pd, il merito di aver rinunciato a un assessore per lasciare spazio alla scienza e all’arte.
Antonino Zichichi, da questo punto di vista, rappresentò l’assessore perfetto, perché la sua storia aveva dimostrato come avesse unito il protone a Dio. Per la sua grande fede cattolica fu accettato politicamente anche dagli ex democristiani e dai riformisti del Partito Democratico siciliano.
Criticità operative e polemiche
L’assessore Zichichi all’epoca era già ottantenne e non riusciva ad essere sempre presente a Palazzo d’Orleans, anche per il suo impegno lavorativo a Ginevra, e Crocetta ha raccontato di come spesso abbia dovuto rifiutare le proposte dello scienziato di fare le giunte in videoconferenza.
Quando Zichichi riusciva a partecipare si presentava con il suo zainetto pieno di fogli: li tirava fuori e cominciava sempre a parlare di cosmo e particelle, suscitando l’ilarità di diversi altri assessori.
L’assessore scienziato amava parlare di nucleare e, in una conferenza, disse che la Sicilia avrebbe potuto ospitare decine di mini centrali; questo fatto scatenò inevitabili polemiche tra le forze politiche di centrosinistra.
Il presidente Crocetta prese le distanze dalla proposta di Zichichi e, in quel periodo, si susseguirono titoloni sui giornali e furibonde posizioni di alleati e opposizioni nel consiglio regionale.
Le sue iniziative e le candidature ipotizzate
Zichichi, nei suoi mesi di governo, era preso dagli impegni al CERN di Ginevra e dai discorsi sulla nascita dell’universo e così portò in giunta solo un paio di delibere. Una fu quella per fare aprire un museo di Archimede a Siracusa, e fu approvata, ma poi si scoprì come nella città siciliana un museo di Archimede in realtà già fosse presente.
Le altre proposte riguardavano l’intitolazione di piazze e l’inaugurazione di monumenti dedicati ad Archimede in tutti i Comuni dell’Isola.
Prima dell’esperienza nella giunta regionale, Antonino Zichichi fu indicato come possibile candidato alla carica di sindaco di Roma per il centrodestra. L’ipotesi venne sostenuta da tanti, ma il più convinto fu l’attuale ministro degli Esteri, vicepremier e presidente di Forza Italia, Antonio Tajani.
Un altro esponente importante del partito di Berlusconi, Francesco Giro, espresse un giudizio favorevole sulla possibile candidatura, affermando come l’elevato profilo morale e professionale di Zichichi lo rendesse adatto a guidare una grande città come Roma; ma la sua candidatura, nonostante il consenso, non ebbe seguito.
Epilogo dell’esperienza politica
Come detto, lo scienziato siciliano non nascondeva le sue simpatie per il Popolo della Libertà e, nel 2012, il suo nome fu nuovamente accostato a una possibile candidatura politica nell’area riconducibile a Silvio Berlusconi. Zichichi ridimensionò l’ipotesi dichiarando di non essere interessato a un impegno diretto, pur riconoscendo il rapporto di amicizia con Berlusconi.
Fu quindi sorprendente che il 23 novembre 2012 il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, esponente del Partito Democratico, annunciò la nomina di Zichichi ad assessore regionale ai Beni culturali; ma dopo soli quattro mesi, il 27 marzo 2013, l’incarico gli venne revocato.
Il presidente della giunta Rosario Crocetta motivò la decisione dichiarando che Zichichi non fosse adeguatamente coinvolto nell’attività amministrativa e suggerendo che sarebbe stato più opportuno un suo impiego come esperto.
Forse per questo Zichichi coniò l’espressione della politica più complessa della fisica; ma, in tempi difficili come questi, sarebbe piuttosto utile proprio un maggiore coinvolgimento degli scienziati nella gestione della res publica.


