Non è mai una partita come le altre. Sono lontani i tempi del Derby del Sole, oggi è una sfida che in campo vede affrontarsi 2 top team della Serie A mentre sugli spalti è da anni una partita monca dei tifosi in trasferta, già dal 2007 prima ancora della tragica finale di Coppa Italia 2013-2014 Napoli-Fiorentina quando morì Ciro Esposito per un agguato “reo” di essere andato a Roma a vedere una finale della propria squadra.
Dal ventre del Maradona. Editoriale dalla Curva B e racconto fotografico
Il pre-partita al Flegò è tutto per lo scandalo avvenuto a San Siro in Inter-Juventus della sera precedente ed è tutto un pensare a noi stessi per la conquista di un posto nella prossima Champions League, obiettivo minimo stagionale. I tifosi non sono scoraggiati, è più delusione per l’obiettivo madre che sfuma (ma non poteva essere diversamente visto tutto quello che sta accadendo alla casacca azzurra tra infermeria e arbitraggi discutibili). Ma ora c’è la Roma da battere o quanto meno tenere a distanza, vietato perdere, a prescindere con i giallorossi, la strategia per la difesa della posizione è in atto.
Prima del match, in Curva B viene distribuito un opuscoletto, con messaggi di incoraggiamento alla squadra, al sostenerla sempre e comunque e il testo del coro “Nostra amata maglia che bella che sei!”:
“Affronta nuove sfide
Noi siamo con te
Di tempo n’è passato
e non ti abbiam lasciato
Noi siamo ancora qua…
Nostra amata maglia
Che bella che sei
Azzurra come il mare
L’Italia ci sta male
Il Napoli è campion….
Il Napoli è campion….”.
La partita dal Ventre del Maradona: Napoli-Roma 2-2
La Curva B è gremita in ogni ordine di posto, l’area è elettrica come sempre. Agli opuscoli fa seguito la preparazione di striscioni a favore della squadra, una volta sciolti il messaggio è bellissimo ed esprime con una sintesi pazzesca tutto quello che i sostenitori puri del Napoli pensano:
“Nonostante le tante difficoltà, state onorando maglia e città!”
Palla al centro, azzurri che attaccano sotto la Curva A
Il match inizia, Milinkovic Savic, che torna in campionato da titolare, arriva sotto la B, generalmente, da molto tempo, succede il contrario. La partita inizia e sin da subito si capisce che la Roma sarà tosta e rognosa. Disattenzione difensiva e Malen, molto forte, insacca a pochi metri dall’incolpevole Savic su assist al bacio di Zaragoza. Roma alta, non fa respirare il Napoli, che si affida ai lanci su Hojlund, troppo solo, con Vergara in difficoltà partendo dal centro-destra dell’attacco. La partita è complessa, la Curva B sostiene, il Napoli trova pochi spazi, Roma sempre prima sui palloni, ben messa in campo. Il tutto è così sino a quando, Spinazzola, da fuori area, finalmente aggiungerei, fa partire un tiro, che leggermente deviato inganna Svilar. La Curva diventa un inferno, il ventre del Maradona trema di gioia incontrollabile, 1 a 1 e il Maradona aumenta i decibel.
Finisce il primo tempo con la sensazione di averla scampata, con la Roma che è stata più in palla, ma con gli azzurri che l’hanno pareggiata, si va negli spogliatoi con la speranza di un secondo tempo con un Napoli arrembante.
La speranza dell’intervallo
La seconda parte vede subito gli azzurri in attacco, rifocillati, Spinazzola ci prova con un bel diagonale, Svilar è attento e sventa. La Curva ha un sussulto e continua incessante a sostenere. Gli azzurri hanno un’altra gamba. Arriva la solita girandola di sostituzioni per le 2 squadre e al 67′ Wesley, un fulmine biondo sulla fascia sinistra, si invola. Rrahmani prova a fermarlo, ci riesce, ma è fallo netto, e cadendo fa ambo! Si infortuna lui stesso per uno stiramento al flessore (Conte commenterà così su Rrahmani ai microfoni di DAZN “Uno in più o uno in meno non è un problema, nell’eventualità troveremo la soluzione…” e questo la dice lunga sull’infermeria colma in casa azzurra) e anche Wesley si fa male ed è costretto ad uscire con una fasciatura molto grossa. Il rigore è affidato a Malen, che freddo e chirurgico supera Milinkovic Savic, che lo aveva comunque intuito. Di nuovo la Roma è sopra, lo stadio ci rimane male ma è consapevole che qualcosa può accadere.
Quando Super Santos non è il classico pallore rosso
In effetti, durante i minuti che separano il fallo dal tiro di rigore, entrano Olivera e Alisson Santos, al posto di Rrahmani infortunato e Spinazzola, che aveva sudato anche l’anima. E da qui a poco, mentre il Maradona, ferito ma orgoglioso, torna a ruggire, che in campo nasce la stella del match, è Alisson Santos che inizia a bruciare l’erba con scatti potentissimi, conduzione della palla praticamente perfetta, con Mancini che è in grossissima difficoltà (a cui la Curva riserva cori “concilianti” più volte insieme al collega Pellegrini), non lo prende praticamente mai, sino al minuto 82′ quando il brasiliano viene assistito da Giovane e fa partire una saetta rasoterra che buca Svilar battuto sul tempo. Il Maradona torna a sognare la vittoria con il duo brasiliano, in curva non si smette mai di sostenere, la squadra è stanca ma lotta su ogni palla, ed è quello che i tifosi amano vedere.
Finisce così, con quella parziale sensazione che altri pochi minuti (o forse qualche cambio anticipato… chissà?!?) e gli azzurri l’avrebbero spuntata, ma con la consapevolezza che questo pareggio tiene la Roma a -3 e la Juventus a -4 per la lotta al quarto posto. Perché è questo oggi l’obiettivo sportivo del Napoli.
Da ieri sera, al Maradona c’è una nuova freccia all’arco di Antonio Conte, è Alisson Santos, lo spacca partite come viene definito a ragion veduta. Ha fatto quattro gol in stagione (3 allo Sporting Lisbona in Champions League e 1 al Napoli in campionato), tutti da subentrato. Per onor di cronaca, ha realizzato anche il suo rigore nel match di Coppa Italia contro il Como.
Cala il sipario, ora ci sono 2 trasferte, Bergamo (domenica 22 febbraio ore 15) e Verona (sabato 28 febbraio ore 18), poi si tornerà al Maradona per Napoli-Torino.
Foto Napoli-Roma 2-2
Le foto di Napoli-Roma sono a cura del fotografo Giovanni Somma.



