Robert Duvall. Considerato unanimemente uno dei più grandi interpreti di sempre, Duvall non ha solo recitato in grandi film: ha contribuito a renderli tali. Ci ha lasciato il grande attore americano molto amato nato a San Diego nel 1931.
La sua bacheca parla chiaro, ma i premi sono solo una parte della storia. Con sette candidature all’Oscar e una statuetta vinta, la sua carriera è un manuale di recitazione cinematografica.
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Il Padrino (1972): Nel ruolo di Tom Hagen, il “consigliere” della famiglia Corleone, Duvall ha offerto una prova di sottrazione magistrale, diventando il contrappunto razionale alla furia dei boss.
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Apocalypse Now (1979): Pochi minuti sullo schermo nei panni del Tenente Colonnello Kilgore sono bastati per consegnare alla storia la frase sul “profumo del napalm al mattino”, regalandoci uno dei villain più iconici di sempre.
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Tender Mercies (1983): Il meritato Oscar come Miglior Attore Protagonista. Qui Duvall si spoglia di ogni maschera per interpretare Mac Sledge, dimostrando che la grandezza risiede spesso nei piccoli silenzi.
Non è solo un attore, è un pezzo di storia degli Stati Uniti. Un uomo che ha saputo incarnare l’autorità, la solitudine, la fede (indimenticabile nel suo L’apostolo) e la resilienza. Ogni sua ruga racconta un personaggio, ogni suo sguardo una fetta di vita vera portata sul grande schermo.


