La stagione 1996-1997 rimane scolpita nella memoria dei tifosi della Juventus non solo come l’annata del ventiquattresimo scudetto, ma come il culmine di un ciclo vincente che ha portato il club sul tetto del mondo. Fu una stagione di transizione e rinnovamento, che vide la “Vecchia Signora” trasformarsi per restare, ancora una volta, la squadra da battere.
Una rosa nuova per un’ambizione immutata
Dopo aver sollevato la Champions League a Roma, la Juventus salutò alcune colonne portanti come Gianluca Vialli e Fabrizio Ravanelli. La dirigenza rispose con un mercato lungimirante: a Torino arrivarono giocatori destinati a scrivere la storia, su tutti il talento cristallino di Zinédine Zidane e la grinta di Paolo Montero. In attacco, l’innesto di giovani promesse come Christian Vieri e Nicola Amoruso garantì quella freschezza necessaria per affrontare i molteplici impegni stagionali.
La vetta del mondo: Tokyo 1996
Il 26 novembre 1996 è una data d’oro. A Tokyo, contro il River Plate, la Juventus conquista la sua seconda Coppa Intercontinentale. Un gol di Alessandro Del Piero all’81’ regala ai bianconeri il titolo di Campioni del Mondo, confermando lo strapotere di una squadra che, sotto la guida di Marcello Lippi, non conosceva confini.
Dominio europeo e il “record” contro il PSG
La forza internazionale dei bianconeri si manifestò prepotentemente in Supercoppa UEFA. La doppia sfida contro il Paris Saint-Germain terminò con un clamoroso 9-2 complessivo, frutto di un 6-1 a Parigi e un 3-1 a Palermo. Uno scarto mai visto prima in una finale confederale, a testimonianza di una superiorità tecnica e tattica schiacciante.
Il cammino verso lo Scudetto e il “Centenario”
In Italia, la Juve si confermò implacabile. La stagione fu segnata da vittorie memorabili, come il leggendario 6-1 inflitto al Milan a San Siro. Il titolo arrivò matematicamente alla penultima giornata, dopo un pareggio a Bergamo, regalando al popolo bianconero il ventiquattresimo scudetto nel cuore dell’anno del Centenario (1897-1997), celebrato con mostre ed eventi che legarono indissolubilmente il club alla storia della città di Torino.
L’amarezza di Monaco
Nonostante una marcia trionfale in Champions League — dove la Juventus annientò il Rosenborg e l’Ajax con prestazioni magistrali — la stagione si chiuse con il rammarico della sconfitta in finale a Monaco di Baviera contro il Borussia Dortmund. Un 1-3 che non cancella, però, la grandezza di una squadra capace di dominare in lungo e in largo.


