Un cuore arrivato a Napoli da Bolzano e descritto come “congelato”, una “pietra durissima”. È uno dei passaggi più delicati che emergono dall’inchiesta della Procura di Napoli sulla morte del bimbo di due anni deceduto sabato scorso dopo un trapianto eseguito il 23 dicembre 2025 all’ospedale Monaldi.
La testimonianza di un sanitario presente in sala operatoria è ora agli atti dell’indagine ed è a disposizione degli avvocati dei genitori e dei sette tra medici e paramedici indagati per omicidio colposo.
La testimonianza in sala operatoria
Secondo quanto riferito dal sanitario agli inquirenti, il cuore giunto all’ospedale Monaldi da Bolzano sarebbe apparso “congelato”, con una consistenza definita “durissima” al momento dell’intervento. Un dettaglio che rappresenta uno dei punti centrali dell’attività investigativa avviata dopo il decesso del bambino.
Gli atti sono stati messi a disposizione delle parti in vista dell’incidente probatorio, fase cruciale per accertare eventuali responsabilità.
Le linee guida sul trasporto
A sollevare ulteriori elementi è l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, che dopo un incontro in Procura ha evidenziato possibili criticità nel sistema di conservazione e trasporto dell’organo. “Il frigo box utilizzato non andava bene per le linee guida del 2015 – ha dichiarato – nelle quali è previsto che la temperatura venga misurata ogni minuto, con un termostato. Se questo non è presente nel frigo box, doveva comunque essercene uno manuale a disposizione”.
Un altro aspetto riguarda il trasferimento via aereo: “È obbligatorio verificare la temperatura interna al box frigo subito dopo l’atterraggio. E anche questo non è stato fatto”, ha aggiunto il legale.
Verso l’incidente probatorio
La documentazione acquisita è ora al vaglio delle parti. “Stiamo studiando la documentazione – ha concluso Petruzzi – che sarà utile per l’incidente probatorio”.
L’inchiesta dovrà chiarire se vi siano state irregolarità nella conservazione e nel trasporto dell’organo, e se queste possano aver avuto un ruolo nel tragico epilogo. Un caso che ha profondamente colpito l’opinione pubblica napoletana e che ora attende risposte dalla magistratura.


