Il derby tra Avellino e Juve Stabia si chiude con un 0-0 che fotografa perfettamente una sfida vibrante sul piano dell’agonismo, ma avara di concretezza sotto porta. Al “Partenio-Lombardi” va in scena la sagra dei portieri e delle occasioni mancate, in un match che ha vissuto di fiammate improvvise senza mai trovare un vero padrone.
Il derby tra Avellino e Juve Stabia si chiude con un 0-0 che fotografa perfettamente una sfida vibrante sul piano dell’agonismo, ma avara di concretezza sotto porta. Al “Partenio-Lombardi” va in scena la sagra dei portieri e delle occasioni mancate, in un match che ha vissuto di fiammate improvvise senza mai trovare un vero padrone.
L’Avellino, dopo un inizio contratto, prende campo nella seconda metà della prima frazione. Biasci è il pericolo pubblico numero uno: prima spaventa Boer sugli sviluppi di un corner, poi al 40′ manca l’occasione della vita. Sfruttando un’insolita incertezza di Giorgini su lancio di Insigne, l’attaccante tenta un pallonetto a tu per tu con il portiere, ma la sfera termina alta sopra la traversa. Un errore pesante che pesa sull’economia del risultato.
La girandola dei cambi e il brivido finale
Nella ripresa, i due allenatori provano a pescare il jolly dalla panchina. L’Avellino cambia il volto all’attacco inserendo Patierno e Russo, mentre la Juve Stabia risponde con la freschezza di Okoro e l’inserimento di Pierobon. Nonostante i nuovi ingressi, la partita resta bloccata tatticamente.
Il brivido più grande arriva proprio in pieno recupero, al 92′: il neo-entrato Kumi coordina perfettamente il tiro al volo, sfiorando un gol che avrebbe fatto esplodere il Partenio. La palla però non entra, e al triplice fischio resta uno 0-0 che muove la classifica di entrambe, lasciando però un retrogusto di incompiutezza.


