Non è mai facile difendere i pali in un derby, specialmente quando la pressione del “Partenio-Lombardi” si fa sentire e i punti iniziano a pesare il doppio. Eppure, alla sua seconda presenza da titolare, Pietro Boer ha risposto “presente” con la personalità di un veterano, blindando la porta gialloblù e regalando certezze a tutto l’ambiente.
Se la prima uscita era servita a rompere il ghiaccio, la prestazione di Avellino ha mostrato un Boer in netta crescita. Il giovane portiere non si è limitato a parare, ma ha guidato il reparto difensivo con autorità, comunicando costantemente con i compagni e trasmettendo quella tranquillità necessaria nei momenti di massima spinta dei lupi irpini. Una prova di maturità che ha permesso alla linea difensiva di giocare con coraggio, sapendo di avere alle spalle un “custode” attento.Il punto esclamativo sulla serata di Boer è arrivato con l’intervento prodigioso su Insigne. Una conclusione velenosa che sembrava destinata a gonfiare la rete, ma che ha trovato la risposta felina dell’estremo difensore stabiese. Un riflesso puro, una parata d’istinto e tecnica che ha strozzato in gola l’urlo del goal ai tifosi avellinesi e ha cementato il risultato.
Al triplice fischio, il pareggio porta inevitabilmente la firma del portiere. Ignazio Abate può sorridere: il tecnico ha trovato un giovane pronto a lottare e capace di fare la differenza quando conta. Questo punto, preziosissimo per la classifica e per il morale, è il frutto di una solidità ritrovata e, soprattutto, dell’esplosione di un talento che ha iniziato con il piede giusto la sua avventura in giallo e blu.


