Dopo le delusioni dell’era Ancelotti, la Juventus decide di voltare pagina richiamando in panchina l’uomo dei successi: Marcello Lippi. Il ritorno del tecnico viareggino segna l’inizio di una rivoluzione profonda, mirata a costruire una squadra meno estetica ma più solida, muscolare e caratterialmente d’acciaio.
Un mercato da record: addio Zidane, arrivano i pilastri
L’estate del 2001 è segnata da operazioni che stravolgono gli equilibri del calcio mondiale. Per finanziare il nuovo progetto, la società bianconera mette a segno la cessione più remunerativa dell’epoca: Zinedine Zidane vola al Real Madrid. Insieme a lui lasciano Torino anche Pippo Inzaghi (direzione Milan) e il portiere Van der Sar.
Con i proventi delle cessioni, la Juve blinda la difesa e il centrocampo con tre acquisti leggendari:
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Gianluigi Buffon: Il portiere più pagato della storia fino a quel momento.
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Lilian Thuram: Il muro difensivo prelevato, insieme a Buffon, dal Parma.
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Pavel Nedvěd: Il “Furia Ceca”, strappato alla Lazio per sostituire Zidane in un ruolo tutto nuovo.
La rincorsa: l’intuizione tattica su Nedvěd
L’inizio di campionato è folgorante (tre vittorie di fila), ma segue una fase di appannamento che vede i bianconeri scivolare lontano dalla vetta. La svolta arriva in inverno: Lippi intuisce che Nedvěd, fino a quel momento poco incisivo, deve agire da trequartista atipico. La mossa libera il talento del ceco e la Juve inanella sette vittorie consecutive, riportandosi sotto la Roma e l’Inter capolista. Nonostante un nuovo passaggio a vuoto che la spinge a -6 dalla vetta a poche giornate dalla fine, la squadra non smette di crederci.
Il folle epilogo: la leggenda del 5 maggio
Mentre il cammino in Champions League si interrompe alla seconda fase a gironi, in campionato si prepara il finale più iconico di sempre. Grazie ai passi falsi delle avversarie e alle vittorie cruciali contro Milan e Piacenza, la Juventus arriva all’ultima giornata con un solo punto di distacco dall’Inter.
Il 5 maggio 2002 accade l’impossibile:
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A Roma: L’Inter cade clamorosamente per 4-2 contro una Lazio che non ha più nulla da chiedere al campionato.
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A Udine: La Juventus sbriga la pratica in pochi minuti, vincendo 2-0 con le reti di Del Piero e del capocannoniere Trezeguet.
Al triplice fischio esplode la festa bianconera per il 26° scudetto, strappato ai nerazzurri proprio sul filo di lana. La stagione si chiuderà con l’amaro in bocca della finale di Coppa Italia persa contro il Parma, ma nulla potrà oscurare l’impresa di Udine.


