Un fronte compatto per il futuro del cantiere navale di Castellammare di Stabia. Sindacati e rappresentanti istituzionali chiedono un piano di investimenti non più rinviabile per lo stabilimento di via Caio Duilio, ritenuto strategico per l’occupazione e lo sviluppo industriale del territorio.
Al centro del confronto, l’ammodernamento del sito produttivo della Fincantieri, necessario sia per portare avanti le commesse già appaltate sia per garantire prospettive solide agli operai.
Incontro a Palazzo Farnese
La richiesta è emersa al termine di un incontro che si è svolto lunedì a Palazzo Farnese, sede del Comune, alla presenza dei capigruppo consiliari, delle segreterie provinciali e della Rsu di Fim, Fiom e Uilm insieme al sindaco Luigi Vicinanza.
Dal tavolo è uscita una linea condivisa che porterà, venerdì 16 marzo, a un nuovo confronto con il vicepresidente della Regione Campania, Mario Casillo, e con l’assessore alle Attività produttive Fulvio Bonavitacola.
La richiesta formale di incontro è stata protocollata dalla segreteria del presidente del Consiglio comunale Roberto Elefante, con l’invito alla Regione ad assumere «un ruolo attivo nel sostegno allo sviluppo infrastrutturale dell’area portuale e industriale».
Appello a Regione e Governo
L’appello non è rivolto soltanto a Palazzo Santa Lucia, ma anche al Governo nazionale. L’obiettivo è inserire il cantiere stabiese tra le priorità strategiche del comparto navale e della difesa, destinando risorse adeguate al suo potenziamento.
Il documento condiviso parla chiaro: il rilancio dello storico stabilimento, oggi impegnato nella costruzione di tronconi e nel settore militare, passa attraverso fondi di cui si discute da oltre dieci anni. Dopo le interlocuzioni sindacali anche a Roma, il fronte cittadino chiede all’azienda di avviare un confronto strutturato con parti sociali e istituzioni locali, per definire una visione industriale di lungo periodo.
«Il rilancio del cantiere non è una battaglia di parte – si legge nel documento – ma una priorità collettiva che riguarda il futuro della città, dell’occupazione e del tessuto produttivo».
Investimenti sul bacino
Nel dettaglio, gli investimenti richiesti riguardano il bacino di costruzione e una diversa allocazione del cantiere verso il mare, così da consentire la produzione di navi di tonnellaggio maggiore e non soltanto tronconi.
Secondo sindacalisti e consiglieri comunali, è necessario superare i limiti strutturali che negli anni hanno condizionato la piena operatività del sito, garantendo investimenti in processo e prodotto per rendere lo stabilimento competitivo sia nel settore militare sia in quello civile.
Tra le priorità indicate figurano anche la continuità occupazionale, la qualità del lavoro lungo la filiera dell’indotto e percorsi di formazione e riqualificazione professionale coerenti con le nuove esigenze produttive.


